29. ago, 2016

L'Italia tra calamità climatiche e terremoti.

L'ennesima  targedia dovuta a un terremoto deve necessariamente portare correzioni alle istituzioni preposte.

Un paese che deve formare i suoi cittadini alla sopravvivenza, sfruttare la robotica, addestrare un esercito con soli scopi civili. Creare esperti di primo intervento per salvare i suoi bizzarri abitatori dalla loro incapacità di coabitazione e dalla potenza di fenomeni naturali poderosi sempre più frequenti. La robotica, anche se tutti fanno finta di niente per non danneggiare il boom attuale, cambierà le politiche degli stati di tutto il mondo, Europa in testa. Occorrerà ridare il giusto valore a Marx, così odiato da comunisti che hanno vissuto senza <proprietà privata> e così odiato dalla Borghesia e capitalismo, che lo hanno sconfitto. L’idea che lo Stato sia produttore di beni va riscoperta, va costruita alle esigenze dell’Europa senza democrazia di oggi, va vista con i nuovi modelli produttivi che si stanno velocemente affermando. Il capitalismo dopo le ondate delle sinistre più o meno forti si è votato ad un <pragmatismo senza principi> o meglio ha scelto come cardine dei suoi comportamenti, l’intoccabilità delle rendite finanziarie (con tutti i guai causati dalle banche e senza colpevoli). Esso ha preteso, complice una assuefazione alla propaganda disonesta, che la <carità> disposta a fare nel credo della <socialità di mercato>, è come quella cristiana, ovvero inutile e dannosa e eterna. Ovvero <nessun diritto al cibo per i poveri>. Tanto è vero che in questi anni i poveri, gli sfollati, i paesi con guerre locali, sono stati trattati tutti nella stessa maniera: vi diamo quello che avanza dalle gestioni ladre delle associazioni. Perché leghiamo questo, all’avvento della robotica? Perché questo sistema osceno del trattamento della povertà darebbe risultati ancor più disastrosi con la diminuzione del lavoro manuale. Le soluzioni a questo aumento della disoccupazione ci sono e vanno cercate senza farsi venire il voltastomaco dal dare in parte ragione a Marx. Ricordo per chi non lo sa che un punto percentuale di disoccupazione in Italia sta a significare 1milione e 400mila poveri in più. Il nuovo quadro potrebbe essere: uno stato produttore di beni di prima necessità, (alimentari, abbigliamento economico, medicinali di prima necessità e cure primarie) lasciare i servizi, i prodotti di grande impatto finanziario, nicchie di prodotti di qualità ai privati; ricreare formazione ai giovani accogliendoli in caserma almeno 3 mesi l’anno dai 15 ai 20 anni di età, con soli fini di intervento integrato per i cittadini in caso di calamità naturali (escludere ogni genere di militarizzazione aggressiva o armata, integrare con istruzione scolastica); lasciare all’iniziativa privata il professionismo produttivo; strutturare in ambito stato, con la robotica, attività manuali ripetitive, logoranti; reclutare tutte le forze senza lavoro specifico, dargli uno stipendio che consenta una vita normale, e utilizzare tali risorse in ambito ecologico, manutenzione strade, piazze, ogni tipo di impianto pubblico, pulizia boschi, fiumi mari ecc. Lasciare alla libera università e alla libera impresa tutti i settori di grande tecnologia e redditività. continua..