25. ago, 2016

La grande crisi e il culto neoliberista sui media senza alcun filtro intellettuale e critico.

Le bufale sui media alla base di affarismi strutturati magistralmente a danno dei cittadini.

Sbandierata come primato necessario, come vento rivoluzionario, la conclamata superiorità della conoscenza e soprattutto della competenza dei privati, sa di bufala autoritaria. Chiamiamola <post democrazia> o come volete, il senso della <Res Pubblica> è la forza accomunante che oggi viene a mancare ed è anche all’origine delle ruberie politiche e di Stato. Privato è bello, nobile, alto. Stima e rispetto del bene pubblico, il significato di diritto del lavoratore, il concetto di Ente pubblico e il significato di <servizio pubblico> sono demoni moderni, anzi accantonamenti culturali fin qui senza sostituti degni. Come viene pompata la faccenda? Su tutte le testate proprietarie, divenute tutte uguali, tutte mosse da un'etica della convenienxa, e certamente dalle marchette della Rai. Ecco in prima serata, come sono i grandi uomini, imprenditori/padroni, preti, che vestono i panni del padre di tutti, con narrazioni di mirabilie, vicende umane tenere e benefattrici, cosa importa se oramai nessuno ha un contratto di lavoro tutelato, a questa lacuna ci pensa, la bontà del titolare dell’impresa <più evoluta del mondo>. E la Rai <ex servizio pubblico di stato> che con i soldi dei cittadini crea i santi che vuole. Li crea proprio sulla pelle e fessaggine di chi paga e guarda.