2. ago, 2016

Lo sfondo storico necessario alla nostra analisi.

Da qui scaturisce la comprensione di quello che ci sta accadendo.

Non capiremmo un granché del nostro tempo se non facciamo lo sfondo storico al nostro oggi. A orizzonti larghi, la seconda guerra mondiale con tutti i suoi orrori prima durante e dopo (stragi, guerra fredda, lotta al comunismo, ecc.) finisce di fatto con la caduta del muro di Berlino. Con Reagan e Thacher, ma anche con il Papa polacco e Bettino Craxi nostro, inizia una nuova stagione che si dispiega con il botto delle torri gemelle dell’undici settembre 2001 e con la grande crisi del 2008. Si sente, che dopo questa crisi economica, è finita l’epoca della <globalizzazione> ed è in corsa una <virata di necessità>, è cambiato il mare, è cambiato il vento e soprattutto le distanze, ci troviamo come su una scala mobile di cui non percepiamo la fine. E’ certo che in occidente siamo figli di una lunghissima e audace storia di libertà, ma mai avremmo pensato che i suoi effetti avessero la drammaticità attuale. Non possiamo capire il presente senza vederlo in questa mappa allargata di cui abbiamo accennato. L’esperienza soggettiva non può prescindere dalla sua relazione con gli assetti istituzionali, economici e politici.