22. lug, 2016

Capire cosa ci accade.

Gli ultimi trent’anni e il ruolo della generazione del sessantotto.

Lo spirito del dopoguerra si è esaurito, si è esaurito con il conseguimento degli obiettivi prefissati. Quello che le spinte popolari fortissime si attendevano è stato raggiunto. Raggiungendo il compimento dei suoi scopi, cioè creando un’Europa e in Nord America mondi di benessere diffuso, di stabilizzazione, di rafforzamento delle democrazie, di pluralismo dei mondi culturali, ecco questa stagione conclusa ha posto una questione di libertà civili. Quale è stato il ruolo del sessantotto? Il sessantotto è la prima radice che dobbiamo ripercorrere con la memoria, per capire cosa è successo negli ultimi trent’anni, alle nostre libertà. Quel movimento studentesco in sé e non le complicazioni susseguitesi e sfociate nel movimento operaio, il terrorismo e altro ancora, rappresenta la vera essenza di quel periodo, la prima generazione dei figli del benessere economico, delle convinzioni democratiche e del pluralismo culturale. Una generazione che ebbe la pretesa di dire agli adulti: <sarà ottimo quello che avete costruito ma noi le cose del mondo le vogliamo come ci piacciono a noi e non vogliamo rifare quello che avete fatto voialtri.> La mia generazione pose un problema di soggettività: <io voglio essere me stesso, non riconosco alcuna autorità al di fuori di me medesimo, che mi dica cosa è buono o cosa è giusto, io voglio decidere della mia vita.>  Questo ragionamento buono o meno buono sarà la linea guida dei comportamenti, che nei trent’anni appena passati contraddistinguerà tutti gli anti sessantottini dichiarati pubblicamente e susseguitosi.