4. giu, 2016

L’amore per i poveri ultima risorsa per gli affari del cristianesimo organizzato.

I vuoti della retorica e la propaganda vaticana senza limiti.

L’anno della misericordia volge bene. Doveva essere secondo noi l’anno della benevolenza, non della misericordia, la benevolenza anticipa ed evita le disgrazie umane, la misericordia cerca di sollevarle quando già esistono o addirittura quando le ha provocate. E’ qui che si gioca l’affarismo del clero cristiano, sentite il papa argentino: <il nostro popolo (i credenti) perdona molti difetti ai preti ma non quello di essere attaccati al denaro> (quello dei donatori si intende) e ancora: <la nostra gente apprezza questo, il prete che si prende cura dei poveri, dei malati che perdona i peccatori, che insegna e corregge> Eh si bravo in <propaganda> questo papa, peccato che il suo linguaggio è compreso dai sempliciotti ma non è affatto compreso dal clero dotto, ricco e paraculo. L’obiettivo del Vaticano è di accrescere il notevolissimo flusso di donazioni, dell’otto per mille, delle speculazioni delle sue strutture convenzionate con il SSN (servizio sanitario nazionale) un flusso di miliardi che attraversa il Tevere dallo stato italiano a quello del cupolone. La propaganda sugli Italiani già storditi dai politici fa un effetto <dormitorio generale> e forse non si risveglieranno più, pensate nelle feste romane va di moda avere presente un esorcista o presunto tale con vestitino rosa, i Romani hanno creato il clero (Numa Pompilio docet) e devono scontare prendendosi anche l’onere di tutelarlo viziarlo glorificarlo. E tutti gli altri dietro.