I nostri tempi: che pianeta lasceremo ai nostri figli e quali figli lasceremo alla terra

16. giu, 2018

A lato una moderna resurrezione.

Tutti a proteggere la mia privacy, ma chi glielo fa fare? Io proteggo la mia privacy da solo, come tutti gli uomini erano soliti fare prima di internet. Si discute sulla riservatezza di informazioni personali e non, ma vediamo perché tanta agitazione. Tramite intelligenza artificiale, Facebook condivide con produttori di apparecchi e servizi telefonici tutte le informazioni presenti nei nostri post, nei servizi di geolocalizzazione, dai numeri che chiamiamo, dalla loro cronologia, dagli sms, dalle mail, dai messaggi su whatsapp, foto, filmati ecc. E ancora vengono registrati anche abbassamenti di energia sul cellulare, monitorati i dispositivi nei nostri dintorni. Noi a volte non ci accorgiamo che il nostro dispositivo è scarico ma i social si. Lo sanno in tempo reale perché tracciano le mutazioni dell'efficienza dell'hardware, quindi di cellulari, personal computer, tv, e altri strumenti. Loro eseguono questo monitoraggio per capire quanto consumano le loro app, ma anche i nostri interessi e cosa andiamo a vedere sulla rete. In base a ciò che vediamo in rete ci arriveranno proposte commerciali di varia natura, anzi, secondo la nostra natura. Ad esempio se vai in rosso sulla banca ecco che ti arriveranno proposte di finanziamento più o meno legali, oppure se scade la tua assicurazione ecco proposte di altre compagnie. Trovo fantastico che Amazon, se tu compri un libro di quel contenuto, essa ti mette a fianco tutto quello che altri soggetti comprano dopo aver letto quel tale testo. Trovo tutto ciò veramente un passo avanti di facilità di vivere, tanto tempo e tanta noia in meno, rispetto alle ricerche in libreria. Ma c'è ancora altro. I social conoscono hardware e software che stiamo usando, la velocità della nostra connessione, se siamo in wifi o in una rete domestica o aziendale e quindi estende il monitoraggio anche agli altri collegati nella stessa rete. Ecco quindi che insieme siamo diventati un target esteso per ogni prodotto possibile. Possono monitorare anche i movimenti del nostro mouse  e se abbiamo alcune app, da noi, prenderanno anche tutti i dati dalle nostre rubriche e così via di rubrica in rubrica, impossibile arrestare queste funzioni. Le nostre conversazioni sono oramai pubbliche, e archiviate da diversi organi più o meno manifestatamente. Entità che ci sono note, gestendo così tante informazioni, sono arrivate a comprare o neutralizzare in qualche modo competitor scomodi, crescendo smisuratamente nel loro settore di rilevanza. Possiamo concludere che con questi strumenti che usiamo e, con i business che ne derivano, la questione della privacy resta una roba che neanche la befana ci crede più. Non facciamoci prendere in giro. Sfruttiamo al meglio quello che la rete ci offre e che ci piace e credetemi essere localizzati in caso di coinvolgimento in questioni di giustizia può diventare una fortuna per chi vive onestamente. Possiamo dimostrare che errori di indagine non possono travolgerci. Stiamo però attenti al rovescio della medaglia, chi dolosamente vuole eliminarci, può creare false accuse, false identificazioni e false localizzazioni. Oggi abbiamo visto, e vedremo sempre di più, hacker in azione pagati da chi vuole eliminare un avversario. Anzi saranno loro i prossimi leader di partito. Quello che accade oggi e ancora nulla rispetto al futuro che ci attende. Rispettiamo la vostra privacy!!! Certamente, ma come la mettiamo con schermi che riconoscono le nostre facce? Come la mettiamo con le luci led che intercettano il nostro cellulare e quando sei davanti una vetrina ti arriva un sms con la promozione mirata? Come la mettiamo che se hai la tessera di un market vengono tracciate anche le tue soste mentre fai la spesa? Finitela di tutelare la nostra privacy!!!

9. giu, 2018

La Brianza, ma anche regioni come il Veneto, sono fatte di ricchi paesi pieni di muri e ringhiere. Ovunque sono state costruite barriere fisiche, intorno a case, edifici residenziali, piazze, parchi, complessi per uffici, capannoni industriali, scuole. E' nata una vera estetica della sicurezza, che modella tutti i tipi di costruzioni e impone nuove logiche di sorveglianza. Chi può permetterselo si compra un'unità abitativa, come una piccola fortezza, fisicamente dentro la città, ma socialmente e spiritualmente fuori di essa. I commercianti di abitazioni pubblicizzano un modo di vita staccato, da contrapporre alla scarsa qualità della vita offerta dalla città e dal suo deteriorato spazio pubblico. Si protende verso un vero isolamento inteso come separazione. Separazione da chi? Ma sicuro, da coloro ritenuti socialmente inferiori. E tutti, urbanisti e agenti immobiliari, ammettono che il fattore chiave del successo di questo abitare, è la sicurezza, anzi la paura. Non importa se i reati crescono o meno, importa l'impatto che successi commerciali e animosità politica, hanno su di noi. Quindi, da anni oramai a Cantù, Lecco, Monza, così come a Treviso, San Donà di Piave e Roncade, ecco recinti, ecco muri tutt'intorno ai condomini. Moderni strumenti di sorveglianza e sorveglianti di giorno e di notte, garantiscono che gli "altri" resteranno fuori. I recinti hanno due lati, uno dentro e uno fuori. I residenti si barricano fuori dai pericoli della città, dalle sgradevoli presenze di diversi, dalle scomodità del contatto con gli altri inferiori. Nel contempo chiudono tutti gli altri fuori dai loro luoghi decenti e sicuri, che intendono difendere anche con i denti. Oggi è di moda anche con l'uso delle armi. Il recinto separa il <<ghetto per ricchi>> dagli altri ghetti di poveri e chiassosi cercatori di un vivere dignitoso. Questi paesi, nati con l'intento di favorire la socializzazione, e di dare sicurezza a tutti i suoi abitanti, oggi, grazie alla loro mutata urbanistica, vengono accostati a un'idea di pericolo costante.

4. giu, 2018

A parte l'otto per mille è impossibile fare una stima precisa, ma...
L'8x1000 degli italiani vale un miliardo e centoventi milioni di euro. Sconti fiscali vari, esenzioni tasse locali, sovvenzioni varie, estorsioni a danni degli anziani indottrinati e spaventati dall'inferno, lasciti, rendite, affitti e investimenti e speculazioni che gravano sempre sulla collettività, sono poco calcolabili. Chi si avventura in questa specie di conto impossibile non sta mai sotto i 10 miliardi di euro. Tradotta in cifra pratica corrisponderebbe a un sussidio di 500,00 euro per 20 milioni di poveri. Come viene speso ad esempio l'8x1000? I dati di bilancio ci dicono: esigenze di culto e presenza territoriale 468 milioni. Sostentamento del clero 361 milioni. Accantonamenti 55 milioni. Interventi verso la povertà 235 milioni. Cosa si intende a per esigenze di culto? Riti, tribunali ecclesiastici, costruzione di chiese, mantenimento del lusso cardinalizio, lusso degli esorcisti, ecc. L'insegnamento della religione cattolica (IRC) nelle scuole pubbliche italiane costa ai contribuenti, circa un altro miliardo di euro all'anno. Possiamo concludere che invece di lavorare come tutti gli umani, il clero se la gode senza fare nulla, tranne partecipare gioiosamente ai riti di un paganesimo che producono ricchezza. Se volessero fare davvero beneficienza, essi andrebbero a lavorare e risparmiando potrebbero donare ai poveri. Un rappresentante del clero che lavorasse, sarebbe certamente degno di stima e di rispetto, invece in questo sistema è soltanto un parassita in gonnella, intimamente innamorato del potere.La dinamica di base nella situazione italiana è la seguente: da un lato, i membri del governo, che per poter servire al meglio i capitalisti che gli consentono di governare, (ed questo è l'unico loro scopo perseguito), hanno bisogno del clero per mettere in atto delle tecniche per il controllo sociale. Dall'altro, i membri della Chiesa hanno bisogno di denaro per mantenere in essere la loro parassitaria struttura di potere. E tutti vissero felici e contenti tranne gli italiani lavoranti, protesi verso un briciolo di benessere, che puntualmente scompare come telecomandato, proprio a chi lo avvicina.
 

26. mag, 2018

Le persone crecano disperatamente dei colpevoli per le proprie pene e affanni. E, come è facile attendersi, li trova a fianco delle polizie, sono i criminali che rendono le nostre vite insicure e sono gli stranieri che portano criminalità. Ne consegue che, rastrellando, incarcerando e deportando gli stranieri ci sentiamo più sicuri, riacquisteremo la nostra serenità. I politici cavalcano la paura della criminalità, in tutto il mondo e, nei paesi cosidetti democratici, esprimono governi sotto lo slogan <<debelleremo la criminalità>>. I governi vengono eletti per questo motivo e dove ancora non sono stati eletti lo saranno prestissimo. Sembra che in tutto il mondo la carte vincenti della politica siano: più armi, più polizia, più esercito, più carceri e più sentenze dure. No all'immigrazione, no ai diritti di asilo, no alla naturalizzazione. Tutti i politici europei collegano l'odio etnico al successo politico. Tutto questo ha prodotto un corsa verso gli armamenti per ordine interno, che poi sono ampliati per guerre internazionali. L'Italia ha speso quasi 25 miliardi di euro negli ultimi due anni (2017/2018) in spese militari generiche, soldi tolti alla sanità e all'istruzione. La Costituzione italiana viene regolarmente aggirata da organizzazioni interne produttrici di armamenti e, tutti coloro che hanno gridato invettive contro gli stranieri, sono stati eletti onorevoli e senatori e ora sono al governo.

 

20. mag, 2018

Grazie alla consueta e sempiterna paura dell'ignoto, gli dei religiosi esistono ancora. Riflettere sul tema un po' ambiguo che desta sensazioni contrastanti, non basta. Ciò che non conosciamo ci spaventa e nello stesso tempo ci incuriosisce, ci fa chiedere cosa fare. La favola di Cappuccetto Rosso suggerisce di non perdere la curiosità di conoscere e il desiderio di cogliere le occasioni nuove, insolite e inattese, che incontriamo lungo il nostro cammino. Da una lettura attenta emerge il consiglio di guardare ciò che sta intorno a noi, lasciandosi tentare dalle esperienze che si presentano. La vivace protagonista del racconto insegna, però che è importante stare sempre attenti a non smarrire la strada. Bisogna guardarsi intorno senza mai dimenticare ciò che si è. Lo spavento che proviamo verso fenomeni non comprensibili, fa si che alcuni furbetti, propagandando deità che governano tali fenomeni, ottengono potere e denaro. Perché questo? Perché esistono miliardi di sempliciotti che credono all'illusione con assoluta fede e speranza. Oltre agli dei religiosi ne esiste un altro, visibile e più pervasivo e potente: il capitalismo. Ogni aspetto della logica è stato contaminato da tale dio, la fede conseguente è inattaccabile, e l'abitudine, la fedeltà, il conformismo e l'obbedienza sono cementati nei crani dei cittadini-produttori-consumatori, governati da un'illusione di libertà.