I nostri tempi: che pianeta lasceremo ai nostri figli e quali figli lasceremo alla terra

3. dic, 2018

"Il mondo, per andare avanti, ha bisogno della crescita economica…!!"
Quante volte ascoltiamo o leggiamo questa frasa perentoria. Quasi un monito a fare di più rivolto a tutti gli uomini. Il mio istinto chiede subito: ma di quale crescita parliamo? Di quella dove il lavoro schiavistico produce merci in abbondanza di cui beneficiano solo coloro che sono capaci di lucrare su di esse? E anche di quella riservata solo a chi ha soldi per comprarle? Di quella che consente avviare e mantenere nel tempo diverse guerre? Di quella che costruendo produce scorie che inquinano il pianeta? Sono questi i valori indispensabili della crescita? C'è qualcosa che non torna. Questa è la crescita voluta dagli industriali e sostenuta dalle istituzioni che si fanno mantenere da loro. Questo viaggio umano unito alla crescita non porterà nulla di buono, anzi ci sono e in costante aumento conseguenze spiacevoli. Cari neoliberisti, avete tutto dalla vostra parte, anche le statistiche dei bisogni intimi di ognuno di noi, sapete benissimo che il mondo, modellato dalla vostra ingordigia, se al mattino ci scopre senza soldi ci uccide. Per questo siamo diventati tutti schiavi ubbidienti. Però un favore lo dovete, non prendeteci in giro con le vostre amenità globalizzate, con i vostri avvertimenti interessati, la vostra crescita è una schifezza e spero che presto non vi crederà più nessuno. La realtà è che vi divertite a spese di tutti coloro che corrono verso lavori di troppe ore, con compensi scarsi, e senza regole, dove la vivibilità e la dignità umana sono costantemente in pericolo. Sopra: un magazzino automatico.

18. nov, 2018

Terza parte.

Dovete fare attenzione oggi, la più sofisticata forma di censura non è il rogo di libri o simili, ma l'inondazione e l'oscuramento sul web, delle fonti di contenuti utili da parte di quelli falsi o messi li per non rendere visibile o alterare l'autenticità delle cose buone. Se vogliamo essere seri, occorre scegliere bene le fonti di informazioni e mai cliccare su titoli che rappresentano il nulla o sono una speculazione digitale o non sono verificabili. C'è troppo affollamento e se clicchi ne produci ancora di più. Non è un caso che si creano algoritmi e intelligenze artificiali estremante più complessi di quelli che servirebbero a individuare e cestinare notizie o informazioni di fonte incerta o false, ma nessuno sembra avere interesse a farlo, chi possiede strumenti costosi di comunicazione, pensa di affermare il suo pensiero a scapito degli altri più deboli. Accade un discredito di massa di tutto quello che è serio. Il sommerso diventa vero e il vero diventa sommerso.Io clicco e favorisco lo scemo che rimbalza sui social. Gli acchiappa-like, i mi piace, le condivisioni, le recensioni, tutta una commedia commerciale a danno della qualità dell'informazione. Occorre che si legga solo se si riesce a verificare la fonte. Se non abbiamo tempo per leggere è perché i social ci hanno in pugno. Viviamo nell'economia dell'attenzione le grandi dell'hi-tech sfruttano le nostre vulnerabilità psicologiche in ogni istante della nostra giornata. Leggere è fondamentale, la lettura ci costringe ad un livello di concentrazione nettamente superiore, ma sopratutto ci permette di assorbire le informazioni ad un livello più profondo e ci dà il tempo fisico per riflettere su quanto stiamo leggendo ed imparando. Per combattere la tendenza a supervalutarsi è, valutarsi. Studiare per diventare competenti. Il grande professore Hans Rosling grande studioso della comunicazione moderna ci dice:  << Essere umili significa essere consapevoli di quanto i nostri istinti possano ostacolare la corretta interpretazione dei fatti. Significa essere realistici riguardo alla portata delle proprie conoscenze e pronti a dire: “Non lo so“. Significa anche essere disposti a cambiare opinione quando si scoprono fatti nuovi. È alquanto rilassante essere umili, perché si può smettere di sentirsi costretti ad avere un’opinione su qualsiasi cosa e a doverla difendere ad ogni costo>>. E ancora: <<In un mondo che ci insegna ad urlare le nostre verità assolute, riscoprire la forza gentile dell’umiltà può essere rivoluzionario.>>. Fine.

17. nov, 2018

Seconda parte.

Millantare, quello che non siamo ai tempi del web è diventato un sistema. La demarcazione tra stupidi e meno stupidi si è quasi azzerata. Internet ha aggravato ancora di più la capacità di sopravvalutarsi o cadere nell'errore di sopravvalutare. Mi piace ..non mi piace ..si oppure no ..bianco o nero, gettando al vento il beneficio del dubbio che porterebbe alla vera conoscenza o quantomeno più avanzata. Sei a favore, concordi, bene, sei contro sei un nemico. Bianco o nero senza mai una sfumatura di grigio, (a parte il film fesso che ha affascinato le nostre donne, incerte di essere tali). Prendiamo ad esempio i recensori online: sono un'incarnazione curiosa del sopravvalutarsi e sopravvalutare dolosamente. Quelli dal talento facile, nella vita, si inserivano dove il talento non contava, ma c'era la disciplina che li sollevava dal ragionare, oggi fanno i MasterChef di TripAdvisor, si sfogano mettendo una stella su Amazon, o Booking. Altri tra i 40 e 55 anni, per lo più, hanno una risposta politica certa e sicura a tutti quei problemi che specialisti della politica non riescono a risolvere. Altri si professano professori di economia e bestemmiano contro l'euro e l'Unione Europea, magari non riescono neanche a far quadrare i conti di casa, ma quando si parla di spread, disoccupazione, immigrazione o PIL hanno sempre una soluzione, semplice, drastica, immediata e prevede delle precise conseguenze, per gli altri, naturalmente, mai per se medesimi. Altri, vedendo la Tv, pensano di fare i cantanti facendo qualche comparsata e non studiando musica e lavorando sodo. Più vicino a noi, in piccolo, anche nelle aule universitarie: studenti poco preparati e senza un metodo di studio, portati per anni su un piedistallo da genitori e insegnanti iperprotettivi, crollano come castelli di carte alla prima sessione di esami. Un altro aspetto della nostra vita moderna, per noi che abbiamo molti dubbi è, che è meglio stare zitti. Se fai notare a qualcuno che le spara grosse, e che sarebbe utlile approfondire, ecco che invece di accettare un contraddittorio civile, ancor prima di commentare quell'argomento, si inalbera rinfacciandoti la sacralità della sua opinione: “Io la penso così, siamo in democrazia!“. Ma vaffanculo!!! Vogliono libertà, rivendicano capacità, ma sempre come esseri superiori e pronti a negare intelligenza e libertà agli altri. Insomma, il web ci ha complicato la vita, ha messo sullo stesso palcoscenico chi ha studiato seriamente per trentanni, chi è trattato male sul lavoro pur se meritevole e i fessi, sicuri di se, che prima  incontravamo solo al bar, o al campo di bocce. Si signori, lo scemo delle chiacchiere al bar (si sfogava li, perché a casa la moglie che lo conosceva bene, gli diceva zitto coglione), che prima era protagonista indiscusso col bicchiere di vin in mano, oggi eccolo li a smanettare su Fb o simili, col vantaggio che qui ride pure da solo, si diverte un mondo. Continua..

16. nov, 2018

Prima parte.

Il web ha cambiato tutti e tutto, solo la stupidità resta uguale con il suo senso di eterno. Sono passati oramai 80 anni da quando il grande Bertrand Russell era solito dire: “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.”
Io da cittadino della strada dico semplicemente che in un mondo che ci insegna ad urlare le nostre verità assolute, riscoprire la forza gentile dell’umiltà può essere rivoluzionario. Se chiedo a un patentato come si attestano le sue capacità di guida, se nella media o al di sopra, il 93% direbbe sopra la media e il restante 7% sono quelli senza patente. Una mia amica visitata e studiata da un bravo ortopedico doveva essere operata a un ginocchio d'urgenza, tanto costui era sicuro che l'avrebbe guarita. Un secondo ortopedico ripete la visita e solleva una serie di dubbi sull'intervento e sul non intervento che creò in noi un incerto giudizio sulle sue capacità professionali. Scegliemmo il secondo. La mia amica non si operò, scelse una terapia e dopo qualche mese tutto rientrò nel sopportabille o meglio nella norma. Morale quello dell'ortopedico è veramente un compito difficile e dare impressione di certezze è impossibile. L'ortopedico più umile non solo ha avuto ragione, ma ha anche evitato dolore chirurgico e riabilitazione per mesi e mesi. Da dove nasce l'illusione di superiorità? Come possiamo individuarla negli altri? E non cadere nelle mani di incompetenti? Non è affatto facile anche se spesso sono anche i nostri comportamenti che ci impediscono di guardare bene gli altri.  E come evitare a noi stessi di fare la figura degli idioti, saputi e magari anche arroganti. Qualcuno ha provato a rispondere a questi quesiti chiedendo a tanti il livello di competenza in umorismo, logica, grammatica. Successivamente gli interrogati sono stati sottoposti a test, ed ecco come è andata. Chi si era autoproclamato “altamente competente”, nel test aveva poi miseramente fallito, registrando punteggi molto bassi. Al contrario, chi inizialmente aveva sottovalutato le proprie competenze, nel questionario aveva poi ottenuto risultati molto buoni. La faccenda ha destato curiosità e altri esperimenti confermeranno che chi è stupido e impreparato si sopravvaluta. Al contrario chi è intelligente e si sta formando seriamente tende ad avere dubbi sulle proprie abilità, se non addirittura a soffrire della cosiddetta sindrome dell’impostore, pudore del sapere. Continua..

11. nov, 2018

 Il divorzio definitivo tra testate giornalistiche e fanpage dei social.

Era ora!! Questo 2018 ha prodotto, con l'avvento del nuovo algoritmo di Facebok di inizio anno, la definitiva inutilità delle pagine sui social, in precedenza abilmente gestite dalle testate editoriali italiane, Corriere, Stampa e Repubblica in testa. Oggi assistiamo ad un avvilente rimbalzo di link dove i lettori nemmeno leggono più il titolo. Sono talmente tanti i link prodotti giornalmente, e spesso pieni di errori, che il riscontro in interesse dei lettori è veramente avvilente. Si sapeva non poteva durare visto anche, che le pagine sui social considerate commerciali oggi si pagano e non poco. Pensate, la Stampa di Torino a fronte di 235 mila link messi su Fb, riceve circa 55 interazioni al mese ed è il risultato migliore rispetto agli altri. I giornali regionali, testate provinciali, ecc. ancora peggio, al massiccio produrre link da cliccare ecco che corrisponde un infimo interesse, i lettori latitano o entrano appena qualche secondo sulla pagina. Disinteresse? Peggio forse, la massiccia mole di titoli diventano nessuna notizia, c'è stanchezza e superlavoro, la piattaforma Tumblr, ad esempio, oggi è molto usata ed è piena di link di Repubblica e altri, e se guardate bene i titoli sono pieni di errori ortografici, proprio per la pesante mole di lavoro a cui vengono sottoposti gli operatori di divulgazione. Il social media editor è figura lavorativa difficile da trovare e nessuno investe su di essa, meglio ripiegare sui "praticoni" e "smanettatori" che invece infestano il Web a costi molto bassi. Il problema dovrà essere affrontato, e capire se davvero valga la pena di investire tempo e denaro per aumentare la qualità del lavoro svolto su un social network, o se invece sta finendo l'era del bianco o nero senza leggere il contenuto, ma cliccando per chi lo posta. Finirà spero, il "mi piace" puntato allegramente da ebeti intelligenti che, come i pesci, confondono l'esca per "nutrimento" intellettuale. Cliccate gente ..cliccate che a usare il cervello ci penserà qualcun altro a farlo per voi. I credenti degli dei, degli stregoni, dei miracoli del cristianesimo, oggi si sono evoluti molto, eccoli creduloni delle fake news, dei twit e delle immagini su Instagram. Costoro affidano la propria vita agli altri senza nemmeno sapere bene cosa dicono e chi sono. Ultime elezioni italiane insegnano. Sopra: un tipico post su Tumblr.