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29. mag, 2019

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Tornando a Deleuze e Guattari il legame donna, animale, e nello specifico la figura del cane, i due autori ce lo spiegano ricorrendo a Canetti. Canetti sulla questione delle mute e del branco, dice che il branco si dissolve e le mute, frutto dei dolori inflitti dal dominio, esprimono un nuovo modo di divenire sacrificato. Deleuze e Guattari affermano invece, che tra branco e muta possono esserci passaggi e scambi di vario livello, ovvero il branco e la muta diventano massa possono fondersi uno nell'altro. Occorre schierarsi dalla parte dei cani per comprendere i processi di metamorfosi, di contaminazione, di ibridazione, di modifica biologica. Sono processi che non possono essere smontati per l' intensità del lro divenire, per la loro potenza. Donne e cani condividono un'esperienzs di domesticazione (ecosofia) che è al centro di una preoccupazione profondamente ecologica. L'ecosofia intesa come ecologia sociale, ecologia planetaria ed ecologia della coscienza. Se teniamo stabile il concetto di soggetto embrionale, larvale, ecco che i processi attuali ricadono sui corpi, sul divenire animale, sul sacrificio e anche sull'ibridazione. Il divenire animale diventa divenire donna come esaltazione di un'alterità sempre presente. Come esaltazione dei processi creativi tipicamente femminili come il desiderio di maternità, come l'eccitazione sessuale, come desiderio del nuovo, dell'artistico, del funzionale sociale. L'alterità si muove in questo tipo di trasformazione, in questo tipo di movimento che è sostanzialmente politico, diventa cambiamento che investe il corpo femminile per trascendere i limiti biologici. Ecco il travestito, lo sciamano, la donna medusa, questi corpi escono potenziati, con l'aiuto del decover assumono assumono insieme i poteri del maschio e della femmina. (decover, strumento elettronico che produce voce maschile o femminile). Il divenire donna reinventa eros ed anche i limiti dell'arte che riproduce modelli oltre il senso comune (Luis Royo in testa). Cosa vediamo al centro di questa idea di domesticazione? Canetti dice l'umiliazione. Le mute si divorano in un processo specifico di sacrifico e umiliazione. Continua...

29. mag, 2019

...continuazione:
Per capire il concetto di creazione, occorre citare le nozioni di soggetto, e di virtuale deleuziane. il soggetto viene definito come larvale, ovvero embrionale, in potenza, non più un io che sta al centro (io donna, io uomo, uio cane, o altro) bensì, un oggetto larvale che ha a che fare con diverse articolazioni "virtuali". Virtuale indica invece, quello che è in potenza, quello che può diventare. Nulla a che fare con la realtà virtuale di oggi. Il divenire donna è una specie di circuito molto contaminato. La logica binaria fu spazzata via proprio da Nietzsche nella Genealogia della morale nel riferimento di Arianna.  Quell'artificio mitologico del Minotauro rappresenta bene il divenire animale di oggi, e l'importanza del femminismo attuale. Senza l'alchimia di Arianna e del suo espediente, il Minotauro sarebbe ancora vivo non ci sarebbe stato nessun Teseo vincitore. La traccia di Nietzsche ritorna in Deleuze con i soggetti che sono immediatamente identificati come destinatari di un dominio. In questa ottica le donne, in qualunque contesto abbiano dovuto misurarsi, sono portatrici di alterità. di una minorità che resiste alla logica binaria di pootere, necessaria delle figure di dominio e coccorrente alla strutturazione dei rapporti gerarchici, di genere, fondati sul primato del possesso, della proprietà e dell'assoggettamento. Continua...

28. mag, 2019

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Il vecchio femminismo non comprese questo divenire donna, anzi lo considerò come l'ennesima convocazione ad un processo di subordinazione di genere, ossia del maschilismo. Attualmente non ci sono più segnali in questo senso e alcune illustri signore (Braidotti e Haraway) si sono interrogate sul significato di <<disfare il genere>>, ovvero, quando Deleuze afferma che <<anche le donne dovranno imparare a divenire donne>> intende che occorre distruggere la fedele appartenenza di genere, costruita nel tempo, e andare oltre. Perché così importante il divenire donne? Perché, come dice Donna Haraway, ha a che vedere con la minorità. Nel grande lavoro di Deleuze e Guattari una delle cose più affascinanti è nel loro annuncio di questa razza bastarda, minoritaria, anarchica, ribelle, nomade che irrompe contro le strutture omologanti, maschiliste che si affermano come figure di potere. Di dominio. Questa idea di minorità. del divenire minoritario, non è chiamarsi ai margini, ma una delle tante forze minori possibili. Lo dimostra Guattari con il concetto delle "mute". Le mute si formano uscendo dalla gerarchia di gruppo, e diventano potenti in quanto non puntano alla ricostruzione di altre gerarchie o di un altro centro di potere. Esse si muovono in senso rizomatico (sono azioni pure, non soggetti che agiscono) diventano un divenire minoritario ma potentissimo. Questo divenire minoritario, dice Deleuze, è un crescere politico, un progetto politico, che ha dalla sua parte la dimensione creativa. Una dimensione creativa che ci dice che quello che troviamo sul pianeta già c'è e non possiamo che adeguarci, ma possiamo "creare quello che manca" compiere degli atti di creazione. Continua...

27. mag, 2019

Ci inoltriamo su questo tema, introducendo il concetto deleuziano di "divenire donna" nell'intento di mettere in luce e capire questi processi che, grazie al dirompere neoliberista, investono lavoro e vita, menti e corpo, natura umana ed extra umana, conscio ed inconscio. Il fine è di ripensare noi stessi, creare un nuovo paradigma tecnologico che investa pianeta, uomini e animali per rideterminarli in una nuova chiave di lettura, in un nuovo valore. Cosa c'entra ciò con il divenire donna? C'entra perché il rapporto tra femminismo e l'ecologia non è affatto scontato. L'ecologia corre il rischio di essere solo una parola abusata che nasconde strade e percorsi molto diversi. Anche qui ci rifacciamo a Deleuze e in particolare al suo Mille piani ed al concetto di minorità. Esso va rivisto nell'idea deleuziana di completa rottura della "logica binaria" ovvero fuori dagli standard del maschio e femmina. Perché entrare in questo concetto, perché entra di prepotenza nella trasformazione della filosofia e del pensiero critico, dalla crisi del pensiero di Nietzsche legato al post hegheliano. (consentite questo riferimento come scontato per ragioni di rapidità). Quindi gli attuali pensatori di riferimento diventano Foucault, Deleuze, Guattari e Derrida. Questo quadro di pensiero è senz'altro molto francese, e tutto questo ci fa dire che occorre ripartire da Nietzsche, scandagliare Foucault, insistere con Deleuze e arrivare a dibattiti più recenti su Donna Haraway e sul femminismo attuale. Il divenire donna non ha più una sola lettura in chiave femminista,  piuttosto ha a che vedere con il divenire in generale, con vari divenire possibili. Divenire donna ma anche divenire animale, divenire bambino, divenire inorganico. Questo è un concetto rilevante, e occorre sottolineare  che il divenire è in movimento perenne, spinto da una forza potente che è il desiderio, ma non il desiderio quanto "mancanza", non compensazione di un'assenza, ma è una forza che agisce su dei concatenamenti. Il rompere con la logica binaria maschio-femmina, o di genere, ci porta a  una spinta in molteplici direzioni, verso grandi aperture.  Continua...

8. mag, 2019

Preso totalmente da una linea immaginaria che lega il pensiero di Nietzsche a Foucault a Deleuze e Guattari, in casa è avvenuto un fatto imprevisto e per me molto curioso. Al piano di sopra ci sono due signori di una certa età a cui ieri l’altro si è aggiunta probabilmente una nipotina allegra e riccioluta, che ha cambiato i rumori di casa e attratto la mia curiosità. Un susseguirsi di piccoli tonfi, di passi a piedi nudi, che si muovevano disordinatamente da una stanza all’altra, mi ha colpito la distinzione con i rumori consueti della casa. Mentre gli adulti tracciavano le solite linee con un chiaro punto di origine e di arrivo, dal frigo ai fornelli, dalla cucina al bagno, allo studiolo o per rispondere al telefono, la bimba, dal punto di vista acustico, realizzava con naturalezza ciò che Deleuze intendeva con il famoso concetto di rizoma. Ovvero una forma di esperienza della realtà che si struttura attraverso uno stadio anarchico, spontaneo, disordinato, a volte caotico in cui noi stabiliamo senza soste un’incalcolabile quantità di connessioni con il mondo. La non prevedibilità dei rumori della bimba, somiglia, per certi versi, a quello che avviene su Facebook, quando qualcuno esprime giudizi su un pezzo musicale o su una poesia: vengono a galla una serie di espressioni con poco nesso ma che rendono bene l’incanto di una canzone. Entrambi le espressioni sembrano punteggiate da un esclamativo, fuori da ogni regola ortografica, e tutte e due le cose rendono bene il concetto del <<divenire animale>> sempre di Deleuze. Forse l’infanzia è uno dei momenti di espressione che più somigliano alla caotica massa dei messaggi attraverso gli strumenti elettronici. Con il passare dei giorni, altre convinzioni, trasmesse dalla lettura di Deleuze, sembravano cucirsi sul comportamento della bimba e al suo procedere dissimile. Mi si è chiarita definitivamente l’idea  sull'imprevedibilità dei nostri pensieri, pensare significa seguire sempre una linea magica. Quando anni addietro iniziai l'esperienza del blog "pensieri rapidi" pensavo, e oggi ne sono convinto, che non è necessario essere competenti, bensì apprendere questo o quello in campi differenti, e integrarlo su personalissime scie semiotiche. Il tempo, che io percepisco come rotatorio, è l’idea deleuziana di essere sempre alla metà di qualcosa, mai all’inizio o alla fine di una linea esistenziale, ma al suo centro. Siamo sempre azione, siamo nel mezzo del cammino o nel mezzo di qualcosa. Sopra: bozzetto per parete in filo.