8. mag, 2019

Groviglio quotidiano, il pensiero segue sempre una linea magica.

Preso totalmente da una linea immaginaria che lega il pensiero di Nietzsche a Foucault a Deleuze e Guattari, in casa è avvenuto un fatto imprevisto e per me molto curioso. Al piano di sopra ci sono due signori di una certa età a cui ieri l’altro si è aggiunta probabilmente una nipotina allegra e riccioluta, che ha cambiato i rumori di casa e attratto la mia curiosità. Un susseguirsi di piccoli tonfi, di passi a piedi nudi, che si muovevano disordinatamente da una stanza all’altra, mi ha colpito la distinzione con i rumori consueti della casa. Mentre gli adulti tracciavano le solite linee con un chiaro punto di origine e di arrivo, dal frigo ai fornelli, dalla cucina al bagno, allo studiolo o per rispondere al telefono, la bimba, dal punto di vista acustico, realizzava con naturalezza ciò che Deleuze intendeva con il famoso concetto di rizoma. Ovvero una forma di esperienza della realtà che si struttura attraverso uno stadio anarchico, spontaneo, disordinato, a volte caotico in cui noi stabiliamo senza soste un’incalcolabile quantità di connessioni con il mondo. La non prevedibilità dei rumori della bimba, somiglia, per certi versi, a quello che avviene su Facebook, quando qualcuno esprime giudizi su un pezzo musicale o su una poesia: vengono a galla una serie di espressioni con poco nesso ma che rendono bene l’incanto di una canzone. Entrambi le espressioni sembrano punteggiate da un esclamativo, fuori da ogni regola ortografica, e tutte e due le cose rendono bene il concetto del <<divenire animale>> sempre di Deleuze. Forse l’infanzia è uno dei momenti di espressione che più somigliano alla caotica massa dei messaggi attraverso gli strumenti elettronici. Con il passare dei giorni, altre convinzioni, trasmesse dalla lettura di Deleuze, sembravano cucirsi sul comportamento della bimba e al suo procedere dissimile. Mi si è chiarita definitivamente l’idea  sull'imprevedibilità dei nostri pensieri, pensare significa seguire sempre una linea magica. Quando anni addietro iniziai l'esperienza del blog "pensieri rapidi" pensavo, e oggi ne sono convinto, che non è necessario essere competenti, bensì apprendere questo o quello in campi differenti, e integrarlo su personalissime scie semiotiche. Il tempo, che io percepisco come rotatorio, è l’idea deleuziana di essere sempre alla metà di qualcosa, mai all’inizio o alla fine di una linea esistenziale, ma al suo centro. Siamo sempre azione, siamo nel mezzo del cammino o nel mezzo di qualcosa. Sopra: bozzetto per parete in filo.