30. gen, 2019

Groviglio quotidiano, l'uomo femminista è rivoluzionario.

Leggiamo che il leader del partito di sinistra spagnolo va in congedo e viene sostituito dalla sua portavoce, va a fare il genitore e lascia la guida di Podemos. Se la storia siamo anche noi, parafrasando fessamente la Tv, possiamo dire, senza ombra di dubbio, che esiste una mascolinità femminista che va difesa come valore. Il femminismo è il futuro dei movimenti rivoluzionari, l'unico futuro possibile. Oggi i maschi sono senza spazi ideali, sono massificati e accecati, o dalla lotta alla sopravvivenza, o dalla paura di perdere i propri privilegi ereditati. L'ex capo di Podemos teorizza la centralità del femminismo e il ruolo degli uomini in questo movimento. Un femminismo che non annulla o marginalizza gli elementi della mascolinità, ma li rende compatibili, li affina e rende accettabili. Lasciamo stare quello che Iglesias, per il suo radicalismo, dice sulle performance sessuali dei femministi, ma è un concetto da capitalizzare come mascolinità femminista. Grazie alla presenza dei maschi, il movimento delle donne non si riduce, come negli anni Settanta, alla sola e totale contrapposizione tra sessi e alla rivendicazione di una problematica eguaglianza, ma è molto di più. E' l'antitodo più forte che abbiamo contro il neoliberismo reazionario, e contro tutti i machilismi beceri del mondo. Le donne sono l'energia che in Spagna alimenta un nuovo movimento repubblicano che è, sia femminista che progressista, e di tutti. Noi aggiungiamo che il movimento femminista è stato ed è, l'avanguardia di tutte le conquiste sociali europee e mondiali. L'uomo femminista è rivoluzionario. Egli è il legame naturale tra sessi che consente al femminismo di essere forza poderosa e reale e, nello stesso tempo, quello che produce conoscenza e sviluppo della femminilità nella sua enorme potenzialità creativa e accomunante.