16. ott, 2018

Groviglio quotidiano, non posso fare a meno della bellezza.

E' Dostoevskij che ci dice: "Io sono solo, voi siete tutti", descrivendo l’uomo della strada che amava la strada e che della strada non aveva paura. Come non pensare che c'è una strana dialettica tra libri e tempi oscuri, tra scienza e libri di scienza, tra notizia del giorno e saper vivere, tra sadismo e godimento, tra nomadismo amoroso e fedeltà. Contro la bellezza, l'intensità e il furore vitale a cui i libri danno accesso, ecco l'ottusa resistenza del quotidiano, pieno di chiacchiere vuote, di nebbia populista, di sciatteria fisica, di pornografia e bruttezza delle parole. Vivo in questo contrasto una piccola forma di resistenza, di ginnastica mentale e di estetica. In realtà non voglio più sapere quello che accade nel mondo, non voglio più brutte notizie, non voglio sentire di brutture, di distruzioni e tragedie, voglio difendere la mia sensazione di bellezza per non avere paura della strada e per non sentirmi solo contro tutti. A lato: entrata e uscita di autore ignoto.