20. ago, 2018

La sinistra e i critici di questo governo sbagliano, la destra durerà.

E' vero che Salvini è un processo automatico di polemiche inutili, capri espiatori e distrazioni di massa, sempre più ripetitivo e sempre meno interessante, ma lui dice quello che il 70% degli italiani comprende e lo sosterranno per decenni. Salvini durerà a lungo. I pentastellati invece sono più aleatori, non rappresentano nulla e saranno risucchiati dall'appeal di Salvini. Spocchia, trionfalismo, vanagloria, slogan ridicoli, lottizzazione spudorata, negazione dell’evidenza. I sondaggi sono platealmente manipolati. L’ultimo che accredita a Giuseppe Conte la fiducia del 60% degli italiani, è ridicolo, è già difficile da credere che il 60% degli italiani ne conosca l’esistenza, o sia in grado di distinguerlo da un manichino di Prada. Alcuni grillini iniziano a parlare di gufi e di chi rosica come facevano i pidiessini modaioli di qualche tempo fa. Il consenso a Salvini, come vedremo più avanti, nasce dalle caratteristiche degli italiani. Il consenso al M5S potrebbe risultare più duro a morire di quello fortunosamente catalizzato dal PD renziano, perché per la maggioranza dei sostenitori grillini è letteralmente l’ultima speranza, ed è alimentato da un odio furibondo e completamente giustificato verso la classe politica renziana e berlusconiana, che ancora resiste annidata negli interstizi del potere, come un batterio immune a qualsiasi antibiotico, in attesa della prossima occasione per riprendere il sopravvento. Dicevo di Salvini. Dove sbagliano i suoi denigratori, è non ripercorrere l'identità italiana della guerra e del dopoguerra. Se amassero la storia vedrebbero che la stragrande maggioranza dei miei concittadini ha un'identità precisa nata dal fascismo e proseguita dalla DC cristiano cattolica. Di cosa si tratta? Semplice pur di non lavorare, come toccava al 90% degli italiani poveri schiavi, in tantissimi, adoratori di chi era al potere, durante il fascismo facevano i delatori e i peggiori servigi al padrone. Erano il braccio armato del vessatore contro i vessati. Pur non avendo nessuna qualità per staccarsi dalla massa, si inginocchiava devoto e servile in cambio di un infido ruolo (spia, persecutore protetto, bastonatore, ecc., amavano i furbi e diventarono furbi). In altre parole durante il fascimso emergevano attività degradate che servivano agli imbecilli per evitare il lavoro e la condizione di schiavitù che i poteri nel tempo istituivano. Questa propensione è proseguita con il sistema delle raccomandazioni della DC, e successivamente con quelle del PCI, che per non farsi scappare tutti i giovani imbecilli della FGCI, che avrebbero cercato raccomandazioni dalla parte avversa, trasformò (in accordo con il PSI) il sindacato in un centro di collocamento dei cretini, ruffiani, e approfittatori, (anche gli imbecilli del PCI divennero furbi e amanti dei furbi). Quindi, negli anni Settanta/Ottanta/Novanta), il sistema politico unitariamente ha portato alla dirigenza le teste più amene (i furbi adoranti e narcisi) dell'Italia e oggi eccoli qui tutti ben rappresentati dal Salvini (il più furbo di tutti), anzi già ossequianti il Salvini, perché sperano di non dover lavorare. Quindi critici o non  critici o sinistrorsi, se il nostro viceministro saprà sfruttare bene le potenzialità infinite di comando che il Viminale offre per sua natura (non scordiamo che da li sono nati i depistaggi di tutte le tragedie italiane, compreso l'omicidio di Aldo Moro), Salvini prenderà il bastone contro tutti i suoi avversari e gli italiani amanti delle furbate, almeno il 60% lo sosterranno. Gli altri o saranno vittime involontarie o perché avranno la presunzione di contestare o avversare tale potere. A conclusione Salvini rappresenta benissimo la voglia di comandare, di non lavorare,di violenza verso i deboli e del conseguente servilismo al potere che garantisce immunità, il tutto con la benedizione immancabile del clero che continua a farsi mantenere beato. Qualcuno un ventennio fa provò a descrivere l'identità degli italiani <<Italiani, una questione di identità.>> autore Maria Sardu, portando ad esempio alcuni uomini pubblici, ma quello che calzava veramente quell'identità fu Bertinotti, su cui non spendo nemmeno una parola. Piaccia o no gli italiani non sono figli del rinascimento o delle rivoluzioni, gli italiani di oggi sono figli del cristianesimo, del fascismo, dei catechismi democristiani, dei pentiti comunisti, degli arrampicatori sociali, degli aspiranti furbi che si lasciano guidare da altri più furbi di loro. Il crollo del ponte di Genova è solo l'inizio delle disgrazie che ci attendono.