8. ago, 2018

Gli intellettuali marxisti sessantottini hanno scelto il nemico neoliberista.

Accusato di materialismo, oggi constatiamo che quello di Karl Marx è stato un materialismo insufficiente, un errore per difetto. La sua utopia di libertà prevedeva di soddisfare le necessità primarie, fondamentali dell'uomo, ma mai di inventarne ogni giorno di nuove, ogni mattina nuovi bisogni e discredito di quelli di ieri. Il povero cristo di  Treviri, per quanto illustrissimo visionario, non ha immaginato minimamente templi del consumo, outlet, vendite online, esposizioni permanenti, expo Milano 2015, il mondo di Google, di Jeff Bezos. Lui vedeva, nella pur fervida fantasia, solo magazzini non vuoti, aperti a un'umanità morigerata, senza egoismi, e soggetta a una legge morale che li portava a prelevare solo prodotti strettamente indispensabili, dividendo con gli altri, e in base ai suoi reali bisogni. Un materialista, livellatore sociale, che invece oggi vediamo più come un utopista, anzi sognatore di poco conto sconfitto dopo un secolo e mezzo di battaglia politica. Il Sessantotto ha rappresentato il cosidetto "miglioramento ante mortem" del comunismo, a metà degli anni Settanta il liberismo, divenuto neoliberismo, distrugge le vecchie strutture, conservatorismo, nazionalismo, democrazia e invita non a sognare eguaglianza, non il livellamento altruistico, non pacifica divisione con gli altri delle risorse, ma esorta con estrema decisione a fregarsene del prossimo e mirare in alto. Puntare all'arricchimento senza scrupoli, infischiandosene se si producono danni agli altri. Gli intellettuali di sinistra passano dall'altra parte ritenendo inutile un pensiero che ti fa restare povero. Gli intellettuali non sono morti sono passati al nemico, o meglio, "hanno preferito legare l'asino dove farà indigestione", e per primi i media dismisero l'informazione vera, per quella di parte e iniziarono a prostituirsi con quella utile a chi pagava di più. E' la definitiva consacrazione delle marchette in TV. Il materialismo livellante muore ed ecco che il bastone del comando passa nelle mani di oligarchi, padroni del mondo attraverso la privatizzazione di tutto, il controllo delle risorse finanziarie e dell’emissione monetaria. Il dominio delle idee diventa dominio sulle coscienze attraverso la proprietà delle tecnologie più potenti mai realizzate.