6. lug, 2018

Groviglio quotidiano, la crudeltà.

La crudeltà verso gli altri è assenza di sensibilità collettiva. In Italia, ma anche in Europa, non esiste solo una disputa tra gruppi distinti che lottano per conquistare il potere, ma è in atto uno scontro tra differenti percezioni della vita sociale, tra diverse sensibilità verso lo "stare insieme" e verso gli altri, quelli che arrivano da fuori e che sono diversi da noi. Nella nostra società la vita diventa sempre più precaria, la mancanza di protezione da questo è trasversale, riguarda tutti. Il capitalismo cerca sbocchi ovunque, è un capitalismo di rapina, i neoliberisti sono i moderni Lanzechinecchi, cercano nuovi territori, nuovi ceti da sfruttare, collettività da predare. Questo espandersi in ogni angolo di esistenza civile, abolisce vecchie regole, abolisce vecchie protezioni sociali, ma non si accontenta solo di questo, vuole una asocialità radicale. Tutto questo ci fa sentire soli, slegati, e questa solitudine si somma alla precarietà, scatenando il "si salvi chi può", una guerra di tutti contro tutti. Sfrenato arrampismo di massa a scapito dei più deboli o di chi concepisce la vita diversa da una continua lotta. Per capire quello che state leggendo, osservate le autostrade italiane, sempre piene di traffico già dalle 5 di mattina, furgoni, auto, camion, tir. tutti che cercano di "fare" prima degli altri, di anticipare la loro prestazione d'opera. L'altro deve essere percepito come un avversario, un ostacolo, una minaccia, un nemico. Questa spinta alla separazione dagli altri, alla competizione continua, genera destini che non hanno nulla in comune, degli altri possiamo fare a meno, anzi ci danno fastidio. Viviamo senza guardare gli altri, anche se sono come noi. E' lontanissimo il tempo in cui nelle strade di Roma si osservava la gente, mi piaceva come si muoveva quella massa umana colorata nei dintorni di Piazza di Spagna, era bellezza inserita in altra bellezza, e quella urbana diventava ancora più bella. Questo ostracismo verso gli altri, è la vera culla della violenza, oggi non produciamo solo prodotti, produciamo vita durissima e crudeltà collettiva.