25. giu, 2018

Groviglio quotidiano, la metamorfosi dei maschi.

La prima espressione di una società violenta è la crudeltà sessista. Il capitalismo di rapina instaura un campo di battaglia nella figura femminile, anzi nel corpo delle donne. Nella precarietà generale in cui ci ha gettato, la posizione dell'uomo è estremamente fragile, non può provvedere, non può avere, non può essere.
Nello stesso tempo deve "fare l'uomo", deve provare che è un uomo. Noi maschi abbiamo una "missione di mascolinità" che ci obbliga di dimostrare forza e potere. Potere fisico, intellettuale, economico, morale e così via. Questa missione così fortemente e irreparabilmente sentita, sfocia nella violenza. Una violenza sulle donne, non ha un movente erotico, ma una dimostrazione di potere. E'un'azione dell'impotente che cerca di essere uomo, è un messaggio che un uomo getta verso gli altri uomini, dicendo: sono un vero uomo, sono padrone della mia vita e di altre vite. (a Roma, quando un marito picchia la moglie, i vicini dicono: ha fatto "l'omo"). Non è un fatto isolato che oggi le vite dei maschi subiscono vessazioni sul lavoro nell'intimo ecc., ma quello per cui una donna viene punita è per la sua forza disubbidiente alla missione di mascolinità. Per la sua capacità di creare legami, vincoli, complicità, empatia inattesa e senso della comunità. Le tante vittime dei maschi collerici, mogli, fidanzate, figli per punire le madri, omicidi e suicidi, sono un problema politico. Occorre proteggere le donne e, nello stesso, tempo educare i maschi alla disobbidienza verso la missione di mascolinità. I maschi devono evitare il circolo funesto tra l'indigenza esistenziale e l'obbligo di dimostrare potere. Per noi, quindi, una metamorfosi esistenziale.
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