10. giu, 2018

Sessantenni, pimpanti e felici, ma non tutti.

L'Italia, dopo il Giappone è il paese più vecchio. Il 22,6% della nostra popolazione è costituita da ultra  sessantacinquenni, (circa 14 milioni) e come vivono, come si divertono, come superano le difficoltà? Fatti i tantissimi distinguo, essi sono discretamente felici. Ballano, vanno in bici, giocano, scalano, amano, si sentono giovani e spesso si innamorano. Soffrono di dolori sentimentali come tanti più giovani e le signore, soprattutto, si mettono alla prova su piaceri nuovi ed invitanti, che prima non apprezzavano o non avevano tempo per apprezzare. Epicuro diceva <<non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per essere felici>>. Qualcuno meno pratico e meno visionario diceva che non si è mai troppo vecchi per occuparsi del benessere dell'anima. Insomma gli over 65 hanno ancora davanti almeno una ventina d'anni da vivere e vogliono farlo al meglio, ma purtroppo vengono presi di mira dal mercato che li vede appetibili e numerosi e, per farli spendere, gli impone comportamenti a dir poco da sfinimento. L'immagine che la pubblicità ci da di costoro è davvero pacchiana. Essa, li raggruppa per preferenze, per possibilità economiche, e passioni, e come mandrie allo sbando, li eccita e invita a correre verso precipizi, e per ogni precipizio che riescono ad evitare eccone un altro altrettanto rovinoso. I pericoli, sono migliaia di chilometri a settimana in pullman, viaggiare in aereo oltre le 10 ore, scalare vette, correre, marciare, pedalare, nuotare, fare palestra. Alcuni leggermente più critici di appartenere a un gregge, si rimettono a studiare, a giocare con i nipoti, a giocare a biliardo, a carte e a bocce. Il marketing ce li mostra davvero felici e mai annoiati, magri, vigorosi, e soprattutto belli e pimpanti, e sempre pronti per il selfie. Gli addetti al marketing non filmano facce che non sorridono, come se tutti fossero ricchi e grandi consumatori, ma non è così, due terzi di loro non hanno il privilegio di poter vivere divertendosi, le pensioni italiane minime , se hai bisogno di medicine , ti impongono di risparmiare anche sugli alimenti e quindi si ha poco da ridere.