5. giu, 2018

Groviglio quotidiano, l'uomo cane.

Una mentalità indottrinata non vuole far tesoro del pensiero irriverente, tenderà sempre a difendere il punto di vista del sistema, anche se a parole dice di non sopportarlo. E' il dogma del padrone e del cane. Il dogma padronale che investe lo schiavo volontario, impedendogli di ragionare in modo diverso o di accogliere un parere diverso o un punto di vista sul mondo e acquisire un senso di libertà. Anzi la libertà gli fa paura, l'idea di dover decidere per se stesso lo inquieta. E' abbandonare il dogma che lo spaventa, non perché essere libero lo preoccupa, visto che lo schiavo fa cose difficilissime ma solo per il suo padrone. Il distacco dal dogma è difficoltoso come se fosse un distacco genitoriale, ombelicale, un tormento insopportabile. Un distacco che rimuove inconsciamente. Si tratta di un imprinting educativo come quello subito dal cane da caccia addestrato dal suo padrone, per riportare le prede senza perderle e senza danneggiarle. Nessun uomo si accorge più della fesseria che pervade e porta a eleggersi un padrone. C'è così tanta dottrina servile in giro, che in troppi la praticano per modo di essere, tanto essa è normale. E' eletta a sistema di vita. Questo modo di essere sta riducendo il nostro pianeta in una discarica di rifiuti, di corpi e plastiche inquinanti. Un padrone si preoccupa dei suoi privilegi di oggi, non gli frega se produce veleni per gli altri di oggi e di domani, lui sta pensando a un rifugio nello spazio dove prodursi aria fresca e non avvelenata.