12. apr, 2018

Groviglio quotidiano, ma tu cosa vuoi?

Qualcuno, leggendo qui, mi chiede che cosa voglio, a quel qualcuno rispondo come a un figlio.
Quello che voglio è turbare. Voglio sconvolgere le persone con le mie idee normali, di normali sogni di vita, voglio che le mie parole le cambino per sempre. Voglio che le cose cambino e non devo attraversare la miseria non appena vado per la strada. Non voglio vedere Roma come un accampamento di nomadi, non voglio vedere l'immondizia che ci soffoca, le torture quotidiane che gli individui subiscono per due soldi. Voglio non perdere la strada della normalità e del calore umano. Non vorrei leggere di quasi guerra, di guerra, di distruzioni e di volti atterriti, come se fosse un videogioco. Quello che voglio è un elenco infinito di cose che sta crescendo di giorno in giorno, non sono oggetti elettronici, non sono segnali di paura, sono comportamenti di vita qualunque, la cui assenza è insopportabile.