25. mar, 2018

Groviglio quotidiano: questa società.

Mi cresce la percezione di  spinte esterne sempre più forti che tendono a modificarmi. I miei gusti, i miei ritmi, le mie percezioni, i miei rapporti con i simili, gli animali, il comprare, gli odori, i rumori, le donne, i bambini, faccio fatica a riconoscerli, fatico ad amare quello che ho sempre amato e di cui ho sempre goduto, fatico sempre di più ad amare i miei cari, fatico a vivere me stesso. Sento un sistema sociale che sottopone le persone a condizioni che le rendono infelici, e che questa società invece di combattere queste condizioni, sceglie di alimentarle e trarne profitto. Viene mantenuto uno stato di paura e malcontento industrializzato e perenne. Incombente come un temporale. Per stabilizzarlo, vi associa sistemi di fuga come alcool, droghe, consumismo, pornografia, slot machine, sport stupidi, esodi confusi con vacanze, falsi sensi di uguaglianza che impongono comportamenti prevedibili e utilizzabili per lucro. Questa società mi vuole modificare dentro, affinché io riesca a tollerare queste condizioni di vita. Mi vuole cambiare prima che diventi folle, prima che diventi un costo sociale, prima che diventi un pericolo per la sua stabilità.