26. nov, 2017

Pensiero rapido e pensiero lento.

Ecco cosa ci spiega il direttore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR Lamberto Maffei:

Il sistema nervoso presenta due modalità di funzionamento e di reazione all’ambiente, una rapidissima e una lenta. Premetto che l’uso della parola pensiero è impropria in quanto estesa a funzioni nervose assai semplici, come alcune risposte del cervello, che noi solitamente chiamiamo riflessi. In generale le reazioni rapide a stimoli occasionali ambientali sono legate alla sopravvivenza e caratterizzano il genere animale. In ogni caso 2 milioni di anni fa il cervello era mediamente di circa 500 grammi più leggero rispetto a quello dello homo sapiens, e le reazioni rapide erano dominanti in quanto occorrevano per la sopravvivenza. Anche nel bambino le rapide sono prevalenti, almeno fin quando non ha padronanza linguistica. La caratteristica principale delle reazioni rapide sono l’essere automatiche, istintive e a volte causate da false percezioni. Questa è, come si diceva, la prima modalità, la seconda è un sistema molto più lento ed è propria degli animali superiori e particolarmente sviluppata nell’uomo; essa è inerente al controllo che l’uomo svolge sulla sua vita, ovvero, qualora ci siano le condizioni, si dispiega nelle scelte di utilizzo temporale nei suoi rapporti con altri uomini, con altri animali e con l’ambienta che lo circonda. Freud direbbe: che l’inconscio genera reazioni rapide e pensieri rapidi, ma l’ego socializzato ha tipicamente la lentezza del ragionare.