30. lug, 2017

Le difficili previsioni dell'economista e il facile disconoscimento dei diritti degli altri.

La libertà è una conquista tipica del pensiero lento, della ragione, in quanto superamento dell'istinto animale nel rispetto dell'altro. E' invece tipica del pensiero rapido e dell'istinto animale la pretesa libertà di sfruttare il prossimo. Gli economisti creani modelli economici che possono portare al variare delle previsioni anche settimanalmente per via che l'economia è una disciplina che dipende da numerose variabili, i mercati, gli speculatori, le criticità politiche di un paese. Ha anche una componente soggettiva che può dipendere dall'ambiente, dall'emotività del soggetto e perfino dalla sua salute. Ne consegue che i modelli economici hanno scarso impatto nelle <previsioni> e possono incorrere in numerosi errori. Molti economisti usano modelli matematici, apparentemente affidabili, ma che spesso sono un vestito con due taglie in più o in meno per il chi lo dovrà indossare. Lo stesso Keynes, probabilmente scontento della sua professione, dice che l'economista più talentoso è l'artista, e si chiedeva, come mai tanti uomini di successo accettano lavori non creativi, noiosi o quantomeno insoddisfacenti, e la risposta non era così ovvia: accettano perché gli produce denaro. Ecco, un economista mette da parte la sua creatività sotto l'effetto narcotizzante del denaro, che conferisce importanza sociale, rispetto e sicurezza. A Monguzzo in Brianza la raccolta dell'immondizia ha raggiunto un livello diciamo di perfezione, ieri mattina con una pioggia torrenziale ho visto scendere un giovane lesto che ha caricato in un attimo le buste, lavoro duro quello ma mal pagato (fatto quasi esclusivamente da immigrati) e spesso anche mal considerato, e mi sono chiesto perché mai un lavoro come quello dovrebbe generare un compenso inferiore ad un impiegato o a uno come me che si muove organizzato e al riparo delle intemperie? Me lo sono chiesto, ma ho allontanato quel pensiero velocemente, la risposta mi è piaciuta poco. E' anche la nostra egoistica vigliaccheria che produce povertà: è difficile dare, condividere, riconoscere che l'altro ha i nostri stessi bisogni e diritti. Ci viene facile, tuttavia, con grande magnanimità, che deve avere gli stessi doveri.