15. lug, 2017

Gli economisti tutti concordi, nessuna etica nell'economia.

Allevati nei pollai dei neoliberisti, i tecnici dell'economia, creano gli <schiavi felici>.
Proposte per un'economia più umana, ce ne sono diverse, non trovano spazio nei media e nei discorsi politici, mai il mondo è stato così globale ed eterogeneo e mai è stato così uniforme nel pensiero economico. Le riflessioni di alcuni pensatori sugli scopi della vita dell'uomo, sono di grande interesse e dovrebbero essere prese in considerazione dalle teorie economiche. E' fortemente umano che nella  vita si cerchi di essere più felici possibile e anche rifuggendo dalle difficoltà e dal dolore, per istinto, si è contrari ad un'interpretazione della felicità puramente utilitaristica. L'uomo non pensa di ottenere più piaceri e maggior benessere, a scapito o dimenticando i più poveri, i diseredati, i disoccupati, ovvero quelli più deboli, non dimentica la valenza etica dell'economia. Se oggi siamo alla speculazione di pochi sulla pelle dei tanti è per via di una precisa costruzione culturale cercata, voluta, imposta. La necessità di mettere tutto nelle mani del mercato è un argomento falso per far credere ai poveri che devono lavorare a basso costo per i ricchi. Questa è la storia che si ripete, quanti re o papi hanno schiavizzato la gente facendogli credere che loro operavano per un bene superiore, di interesse superiore, nel nome di un interesse per l'umanità intera, praticamente tutti gli uomini di potere lo hanno fatto. Il concetto di felicità per i più poveri ha un valore relativo, esso va visto nelle condizioni ambientali in cui vivono e alla loro capacità di adattamento, le persone si adattano a circostanze anche molto sfavorevoli pur di sopravvivere e questa capacità di adattamento può portare a trarre conclusioni sbagliate anche su questioni politiche, sociali ed economiche. Questa capacità di adattarsi ha difatto <ricreato> un personaggio antico e ora assai moderno, lo <schiavo gaudente>. Una persona malata, ma che le condizioni sociali hanno reso soddisfatta della propria sorte, convinta dalla religione, dalla propaganda politica e dall'atomosfera culturale dominante. Ognuno di noi ha conosciuto e conosce  questi personaggi. Oggi gli schiavi felici sono ovunque. I grandi ricchi, oltre a creare le condizioni culturali per aumentare sempre di più la loro ricchezza, organizzano squadre di esperti, capaci di inventare nuovi giochi di massa e distrazioni collettive così <divertenti>, che il 90% degli individui socialmente utili, sono schiavi felici. Continua...