6. lug, 2017

il benessere consolatorio viene dalla cultura.

Come dicevamo nel "pensiero rapido" precedente i neoliberisti somigliano molto ai nobili, al clero o alle dinastie reali che hanno dominato secoli di storia. Oggi, come allora, i super ricchi cercano di ignorare la biologia perché li obbligherebbe a ripensamenti e il fatto di ritrovarsi uguali agli altri sarebbe alquanto offensivo, insopportabile. La classe media italiana caduta in disgrazia, magari ha pochi soldi da spendere ma non ha il problema dei super ricchi di cui sopra, è può contare sulla rivincita <degli ultimi che saranno i primi>. Magra consolazione certo, ma la cultura può essere di grande aiuto nell'indirizzare i desideri e spostarli verso altre direzioni, dove la riflessione e il godimento delle meraviglie che ci offre la natura danno sollievo. La coscienza della condizione umana, così come ci appare ogni giorno, è piacere di essere, a prescindere da quanti servi, da quanti uomini di scorta, e schiavi si hanno in casa o in azienda. La cultura può creare quell'armonia, quel benessere che deriva dall'equilibrio di funzioni cerebrali dove il pensiero razionale si affianca alla fantasia, all'emozione, alla curiosità, senza che una di queste prenda dominio sulle altre. Ci è obbligo convivere con i neoliberisti e il sempiterno clero. Questi fenomeni della disuguaglianza e prevaricatori, che competono con noi, che non vedono mai i loro torti, ma scaltramente li vedono sempre negli altri. Ci è inevitabile accusare le dinastie finanziarie per il loro intento di sfruttare gli altri e il prossimo tutto e combatterle con un esercito senza armi che vincerà (molto difficilmente) contro le loro armi atomiche, ma occorre combattere comunque. Ci è obbligo combattere chi specula sulle derrate alimentari, chi ricicla cibo in mangimi e rifiuti pur di non abbattere guadagni e renderle accessibili ai poveri. La loro evitata e rinviata uguaglianza, ci obbliga a sorridere come fanno i politici, esperti di sorrisi, che all'indomani di un turno elettorale ci danno l'impressione che tutti hanno vinto e nessuno le ha prese. I neoliberisti picchiano troppo forte e ci sono sorrisi come pugnali sui visi di tanti uomini, sui visi di tanta gente perbene. Sul mio sorriso, il pugnale è troppo evidente, troppo visibile, e nasconde un'identità individuale intera. Ogni tanto qualcuno lo nota e pensa che la mia sia  semplice follia o addirittura che io possa essere una scheggia di società incontrollata, pericolosa. Eppure sono uno qualsiasi, e piuttosto calmo e riflessivo, ma il credo moderno dell'arricchire i già ricchi sperando che producano benessere ai poveri mi sembra la più grossa burla rifilata alle masse dopo il paradiso del cristianesimo.