18. mag, 2017

Dal pensiero divergente, irriverente ecco la creatività!!

A livello individuale si pensa che l'idea base della creatività sia il <<pensiero divergente>>. In generale, la maggior parte delle persone difronte a un problema tende a rispondere in maniera convergente, convenzionale, mentre il creativo può fornire una risposta inaspettata, talvolta isolata e unica. Potremmo definire la creatività come u incontro casuale, ma fortunato, tra la fantasia, l'immaginazione e la razionalità. Le prime mettono fermento al funzionamento del cervello, accendono l'idea e la ragione decide se vale la pena o meno di far crescere quell'idea. La ragione ci dice se ne vale la pena, la osserva profondamente, la scruta, decide se sacrificare energie in quella direzione. Gli studiosi concordano che nelle prime fasi del processo creativo, fantasia e immaginazione hanno la loro elaborazione prevalentemente nell'emisfero destro del nostro cervello, emisfero che ha preferenza per l'analisi visivo-spaziale, olistica ed emotiva degli avvenimenti. Il processo analitico e critico avverrebbero nell'emisfero sinistro, ovvero nell'emisfero del linguaggio e del tempo. Come un esame unito a diversi test. In tanti notissimi e straordinari personaggi, portatori di alcune patologie che limitano l'emisfero cerebrale sinistro, l'emisfero destro sembra liberarsi e alimentare un fiume di produzioni di altissimo livello artistico. Due esempi eclatanti, Van Gogh e Munch, per citare i più noti, erano soggetti a sintomatologie maniaco-depressive, come se la patologia creasse una condizione di <<libertà mentale>>, ovvero quella libertà di esprimersi che è alla base della creatività e quindi consentisse la loro straordinaria arte. E indubbio che la creatività, come atto biologico, abbia meccanismi complessi e porti con sé un affascinante alone di mistero ed una grande componente inconscia. E' un evento sensoriale accompagnato da un sicuro atteggiamento infantile e sicuramente in un susseguirsi d'immagini.