23. apr, 2017

La misurazione del tempo incombe giorno e notte

Misurare il tempo è fobia pura. L'orologio o meglio, l'ora segnata sugli schermi dei cellulari è centrale nelle nostre vite. Pranziamo senza distrarsi dal tempo, facciamo attività fisica controllando i tempi, conversiamo senza "perdere" tempo. Uno sguardo al cellulare e: <ora devo proprio scappar via> mettiamo fine ad incontri fuggevoli che proprio per la loro velocità non lasciano alcuna traccia nelle nostre teste. Socializzare, infatti richiede tempo di espirmersi, parlare attentamente, farsi capire ecc. sono cose che impiegano tempo, l'emisfero della parola è un emisfero lento. Un moderno pensatore descrive il corpo del consumatore come il centro di ogni preoccupazione, il centro di ogni desiderio consumista: fitness, lotta contro l'adipe, anoressia e sessualità sono manifestazioni dell'angoscia profonda dell'uomo contemporaneo. Un'angoscia che, ovviamente, si tramuta in <domanda> nel mercato dei consumi e scatena un'offerta gigantesca. Il nostro corpo di consumatori tende ad essere una fonte inesauribile di perenne ansia. Lo stesso Freud sosteneva che il prgresso delle società umane è reso possibile dalle leggi tendenti a controllare istinti primordiali quali cibo, potere, sesso, ecc. i quali altrimenti produrrebbero comportamenti non adeguati al formarsi di comunità organizzate e forme di sviluppo pacifico. Proprio sul richiamo a soddisfare questi istinti si fonda il successo del consumismo. Esso utlizza i media e segnatamente la comunicazione rapida e pervasiva delle immagini per indurci a bravi ricettori utili al mercato e non certo al vivere civile o a comportamenti di vita più armonica. L'unico strumento che può interrompere questa continua, dilagante e massiccia "corruzione" del nostro vivere, è l'educazione. E' quindi la scuola che, allertando e aumentando la capacità di critica individuale, può interrompere il riflesso condizionato e complesso del consumismo. L'incremento del senso critico eviterebbe, se opportunamente indirizzato, a capire l'inutilità o nocività di certi acquisti, senza ricorrere a disposizioni di legge come asseriva Freud. Oggi il sistema di società dei consumi è talmente affermato che renderebbe vana qualsiasi legge, le armi come  seduzione e persuasione non costringono ma convincono le masse su ciò che è "il bene" o "il male", quindi, il mercato sarebbe oggi, promotore e ricettore di vantaggi, di qualsiasi legge lo riguardasse e che ne regolasse l'uso della pubblicità.