2. apr, 2017

Il pensiero rapido e i "divertimenti del pollaio"

Il pensiero rapido e il pensiero lento hanno entrambi funzioni basilari e complementari per il comportamento dell'uomo, anzi il cervello rapido, più antico, è essenziale per la sopravvivenza. L'uomo però vuol fare qualcosa in più di sopravvivere e qui ci vuole il sistema lento. Esso è un pensiero plastico e quindi influenzato dall'ambiente e dall'evoluzione culturale. Questa caratteristica offre il vantaggio di una sua armonizzazione con l'evoluzione tecnologica, ma anche il rischio che proprio il mondo fortemente tecnico, in cui siamo immersi, possa influenzare negativamente il sistema lento, con il risultato di un suo minore controllo sul comportamento. Potrebbe scomparire del tutto il pensiero irriverente, o non allineato, quindi si limiterebbe la fantasia, il pensiero critico, la singolarità e l'auotcritica. Tutti dediti agli "svaghi del pollaio" come gli aperitivi, le apericene, i viaggi in pullman con il parroco, le gite organizzate che programmano sia le ore da dedicare alla preghiera, sia quelle per fare sesso, spazio alla comicità dove riderebbero indistintamente tutti. Per fortuna questi cambiamenti sembrano di tipo lamarkiano, cioé non trasmissibili alle future generazioni a meno che le variazioni cerebrali siano vantaggiose solo al sistema rapido. Se si sviluppasse una tendenza darwiniana gli uomini rapidi sostituirebbero gli attuali, un po' come le variazioni climatiche stanno generando mutazioni sui ritmi evolutivi dell'uomo. Questo sembra improbabile per via che gli uomini rapidi non hanno, per loro stessa natura, tempo da perdere per letture approfondite e quindi i lenti pensanti avranno il vantaggio della maggior conoscenza da mettere sul piatto dell'evoluzione cerebrale umana.