2. feb, 2017

Dal pensiero lento e faticoso a quello rapido, facile e leggero.

Per secoli siamo sempre stati convinti che la conoscenza si costruisce sui <monti della conoscenza esistente>, studiando gli scienziati precedenti, analizzando le scoperte fatte nel corso della storia dell’uomo, e siamo anche convinti che non ci sono altri modo per arrivare a conoscere il mondo, ma questa idea è un’idea faticosa e non ha più attrattiva, perché studiare a fondo richiede tempo e faticosa lettura. Il pensiero lento, infatti, è un pensiero pesante da portare, che trascina con se il fardello della memoria, il peso dei dubbi e le incertezze del ragionamento. E’ così che Faust, dopo aver dedicato una vita e grande fatica allo studio e alla ricerca, cede la sua anima, per avere in cambio da Mefistofele <tutto e subito>: sapienza, giovinezza e piacere in un patto demoniaco senza precedenti. Faust, in quella circostanza passò dal pensiero lento, faticoso, difficoltoso dello studio, a quello rapido del desiderio e del suo urgente bisogno di essere soddisfatto. Non è azzardato pensare come il dio mercato sia il moderno Mefistofele, un’entità che ci promette piacere e felicità facili in cambio della nostra anima quale centro assoluto del nostro sistema di valori. Meglio tante piccole felicità che mascherano bene l’assenza di felicità vere e uniche che ci fanno sentire realizzati. E’ facile notare, che possedere ci fa bene (è meglio avere che non avere), ma esso non sta tanto nella qualità o nel valore di ciò che si compra, bensì scaturisce dal semplice atto di acquistare. La soddisfazione nasce dall’attività motoria, dagli stimoli durante la ricerca, da come l’idea di quella <cosa che voglio> si è formata, poco importa se l’oggetto ha un uso limitato, minimo e ben presto dimenticato nel <magazzino degli inutili>.