13. dic, 2016

Il consumismo è figlio del pensiero rapido.

Il mercato, alimentato dalle tecniche di persuasione, a livello comportamentale produce consumismo. Esso, anziché essere guardato con sospetto come la sua natura imporrebbe, è spinto da interventi legislativi mirati all’aumento dei consumi come virtù. Sei un bravo cittadino se spendi anche qualcosa in più delle tue possibilità reali di spesa. Fai debiti!! Come si è giunti a questo effetto collaterale? Che relazione esiste tra pensiero rapido o lento con il consumismo? Un nesso esemplare. Il consumismo è figlio del pensiero rapido. Il pensiero rapido genera <consumo rapido> e il consumo si alimenta dalla rapidità, più cambi frettolosamente desiderio e più velocemente torni a comprare. Ecco gli eventi caratterizzanti: vedo, acquisto, poi forse getto via perché ho acquistato un oggetto inutile, lo sostituisco con un altro ancora più inutile, in un ciclo il più veloce possibile anche per evitare di perder tempo a rifletterci. Il pensiero rapido domina il mercato, anzi ne determina il successo. Quando il pensiero rapido è particolarmente efficace innesca una bulimia dei consumi che diventa desiderio, svago, fuga dal reale e dalla depressione. Si obietterà che essere rapidi vuol dire assecondare la tecnologia velocizzare l’andare e il venire, ma la speranza che più tecnologia possa significare un mondo migliore si è radicata con forza. Si fanno file lunghissime e di notte, per avere la fortuna di acquistare per primi strumenti elettronici che diventeranno obsoleti dopo pochi mesi (telefonini, tablet, computer). Il ciclo del desiderio per nuovi strumenti diventa senza fine, anche se talvolta i miglioramenti sono davvero insignificanti.