6. dic, 2016

Il pensiero irriverente è morto.

C’è bisogno estremo di del pensiero irriverente, diverso, originale e creativo anche se non crea prodotti per il mercato. L’artista, lo scienziato hanno sempre un pensiero irriverente, è il loro mestiere avere pensieri diversi, creare conflitti di idee, vivere per confrontarsi e competere con il pensiero degli altri. Socrate aveva certamente un pensiero irriverente anche quando stimolava il giovane a pensare, a cercare da solo la propria verità e da buon maestro rifiutava di essere lui ad inculcare un modo di pensare o catalogare un argomento. Molti ricorderanno nel dialogo di Platone, dove tafano punge e stimola il <cavallo pigro della società> ecco questa è stata la figura di Socrate come pedagogo. Dante è stato irriverente, Galileo e Copernico misero il sole al posto della terra, questo fu terribilmente irriverente. Tutti i grandi artisti e i grandi innovatori sono irriverenti. La strategia economica non mette sul rogo gli <irriverenti>, ma come il cristianesimo ha fatto con gli eretici, esso li uccide come entità pubblica: li isola, li ignora, li degrada economicamente, come fa con gli insegnanti, con i ricercatori e anche con i poveri, con coloro che innovano troppo e i più deboli in genere.