29. nov, 2016

Un bambino che studia l’Iliade, la sua armonia non è certamente un automatismo del Pil.

Da tempo non accadeva. A casa di amici una bambina leggeva l’inizio dell’Iliade, con la metrica cadenzata dell’esametro greco che rendeva la narrazione cantata. Che splendida armonia in quella bimba!! Sia le materie scientifiche che quelle letterarie invitano a pensare ad altri valori, portano ad altri mondi, che urtano le strategie pseudoculturali del mercato globale, del valore assoluto del successo economico. La forza e grandezza dell’uomo risiede nella sua modestia e nel riconoscere che tutto è importante, il sole, i tramonti, le spiagge, le discussioni, i giochi, le poesie, il pensare in genere, anche se queste cose non generano consumo. Questi piaceri, o se vogliamo chiamarli «valori» non sono automatici sottoprodotti dell’aumento del Pil, perché hanno bisogno di una preparazione di base culturale e comportamentale per essere apprezzati. Le materie umanistiche fanno paura perché rendono l’uomo libero, meno omologato. Aumentano le biodiversità rendendo più ricca la comunità umana. La storia dell’arte, la musica dovrebbero essere insegnamenti fondamentali nelle scuole. Spesso anche le biografie degli artisti, con le loro diversità, difficoltà, sono di grande insegnamento, hanno un grande valore educativo per gli adolescenti che iniziano a comprendersi ed esprimersi, perché indicano la possibilità di percorrere strade diverse, stimolano e facilitano il desiderio di affermazione, sfuggendo alla logica degli ingranaggi della macchina globale.