22. nov, 2016

L’economia di mercato gestisce l’istruzione.

Sicuramente l’economia di mercato ha bisogno di sostenere un dominio sull’istruzione e sulla formazione del cittadino a partire, ovviamente dall’educazione scolastica, dove materie ritenute inutili ed obsolete come quelle umanistiche devono essere sostituite da insegnamenti scientifici strettamente finalizzati alla produzione ed all’uso di tecnologie utili allo sviluppo del mercato. Se fosse possibile spostare l’insegnamento subito alle tecniche anche la scienza risulterebbe ridimensionata a favore della tecnica. Basterebbe finanziare la ricerca applicata a scapito di quella di base. I programmi di insegnamento del greco, del latino, di natura umanistica per antonomasia, sono già oggi in pratica dismessi. Anche la distinzione tra discipline umanistiche e scientifiche appare una forzatura, visto che la matematica è senz’altro la disciplina umanistica per eccellenza, come lo studio della natura e del mondo animale. Tutte queste materie umanistiche sono di intralcio alla strategia economica, prima di tutto per il tempo che impegnano, per i finanziamenti tolti al progetto tecnologico del mercato e in secondo luogo, forse principalmente, per evitare che si sviluppi un pensiero poco allineato e fantasioso, che porti a fantasticare che l’aumento del Pil potrebbe non portare necessariamente alla costruzione del cittadino benestante, civile, critico, democratico. L’istruzione alla tecnica, quale applicazione della scienza, tende a costruire il cittadino come piccolo ingranaggio (soldatino) della grande macchina globale. Lui «osservatore» delle macchine che producono, e ingranaggio anch’egli della fabbrica automatica, coadiutore di un sistema «macchina» da cui proviene il suo benessere economico. La strategia economica ha bisogno di soldatini e yes-men, che non pongano problemi se non quelli del successo economico, pronti e soddisfatti dalla loro possibilità di acquisto di beni per essere al passo con gli altri, con la modernità. Insomma la ricompensa è poter essere consumatori.