8. nov, 2016

Nel mondo regna il mercato che è capace di raggiungere ogni obiettivo.

Siamo immersi nel regno del mercato. Non solo nella finanza, dove con un clic possiamo spostare enormi quantità di denaro, fare arricchire alcuni a scapito di popolazioni intere, ma anche al livello di tutte le merci, sia astratte che concrete. Tutto è mercato: cibo, vestiti, auto, persone, sesso, riti, paradisi vari, politica, possiamo comprare ogni cosa anche deputati e senatori, cardinali e papi e soprattutto elettori. Tra le astrattezze, quasi un ossimoro, vi troviamo le opinioni inculcate dal martellamento dei potenti mezzi di comunicazione, prima di tutto televisivi e online, e le stesse idee politiche alla cui base troviamo ideologie divenute esse stesse merce, senza alcuna connessione con le realtà esistenti. Una vera «sacralizzazione» del mercato. Il mercato come aspirazione etica e morale, un dio vero con moltissimi altari sacrificali e fumanti di corpi inceneriti. Qualcuno in Europa fa conferenze su un possibile nuovo mercato, quello dei malati di Alzheimer (visto il costante aumento) e dice che il mercato può sfruttare questo «opportunità» proponendo farmaci, la cui bontà non è ancora accertabile e che comunque sarebbero acquistati per necessità. Quindi dopo il business delle badanti, degli infermieri e dei robot casalinghi ecco che con medicinali incerti il mondo dell’Alzheimer sarebbe sfruttato in tutte le sue possibilità. Pensare questo mette un po’ di malumore, ma come possiamo credereche il dio mercato mancherà questo suo obiettivo?