1. nov, 2016

La concezione saltatoria del tempo e la natura lenta come decadimento cerebrale.

Il concetto saltatorio del tempo ha il suo massimo sviluppo nel giovane, ma non nel bambino. Il bambino ha ancora il tempo lento de gioco, dello stupore, del nuovo, mentre nel vecchio il pensiero rapido diventa meno veloce o addirittura lento, il vecchio non corre, la frenesia dei consumi si attenua o si esaurisce e il pensiero del vecchio torna ad apprezzare la lentezza, il fascino di godere del tempo che diventa saggezza, che la società dei consumi considera demenza senile, o decadimento cerebrale. Questa modificata percezione del tempo ha una sua corrispondenza nella nevrosi di vivere il momento, una patologia che nasce dal desiderio insopprimibile di costruire la linea , di dare continuità ai punti che a sua volta produce un effetto consumistico. Tuttavia la percezione saltatoria del tempo, che ha aspetti sociali significativi, non può sfuggire alla continuità biologica, che risiede nell’invecchiamento dei tessuti che in ogni caso assicurano la continuità della memoria. Tutti pensiamo, in ogni caso, che nessuno ammetterebbe che la propria vita sia un serie di episodi senza una linea di condotta o di continuità. Paradossalmente intendere la vita come percezione di punti è già essa una linea continua per una direzione che abbia senso omogeneo e lineare.