18. ott, 2016

La disarmonia tra la velocità delle tecniche e la nostra lentezza ad assimilarle.

E’ sotto gli occhi di tutti come ci sia una forte disarmonia tra il progresso delle tecniche e la sua metabolizzazione e ciò genera ansia della rincorsa, per essere alla pari, moderni nel proprio tempo e forse i pessimisti direbbero: <per morire anticipatamente>. Le relazioni affettive sono diventate rapide e le loro interruzioni frequentissime. Anche nella politica i governi non fanno più programmi lungimiranti, ambiziosi, di lungo periodo, il cosiddetto: <ampio respiro> del politichese resta nel cassetto delle buone intenzioni. Domina la risoluzione immediata che alza l’indice di gradimento dei sondaggi. La società dei consumi trionfa ovunque, sono pochi i paesi che si salvano, essa rafforza meccanismi che accrescono il suo imporsi e i risvolti sono imponenti e paurosi. La memoria non costituisce più progetto di pianificazione del presente e nemmeno del futuro, tutto accade per la prima volta come se vivessero generazioni senza storia, conta solo il momento. Sembra essere inutile ogni utopia e ogni figura divina, di giustizia, di uguaglianza che potessero indirizzarci su una via da seguire o una speranza da coltivare, che siano elementi equilibranti, rassicuranti per un minimo di armonia del pensiero e del comportamento. Il paradiso terrestre dei cristiani, noi atei, iniziamo a dargli un po’ di valore positivo per un’esistenza più sensata (sappiamo quanto ci costa ammetterlo). Le illusioni del pensiero possono essere sapienti ed efficaci farmaci per il cervello, come l’effetto placebo di molti farmaci.