27. set, 2016

Il pensiero digitale scaturito dalla «mediazione» tra cerebrale e strumento tecnologico.

Per quanto fantasiosi possiamo essere, le proprietà cerebrali maturate lentamente dall’evoluzione non hanno alcuna relazione col pensiero digitale, che si riferisce invece al recente sviluppo della tecnologia che è un autentico e originale pensiero mediato dagli strumenti, caratterizzato dalla sinteticità e rapidità di linguaggio. All’origine del pensiero digitale sta lo strumento o la sua influenza, come fosse avvenuta una «ibridazione» tra «mezzo» e cervello, che è senz’altro un accaduto sorprendente per tutti noi. Il meccanismo che ci sorprende e che ne è alla base è simile a quello per cui, a un certo punto dell’apprendimento di una lingua, ci si scopre a formulare pensieri in quella lingua, quindi pensieri inediti. Allo stesso modo il pensiero di chi usa abitualmente strumenti digitali non segue i tempi del linguaggio, ma procede in stretta interazione con la macchina, che corregge, propone, ripensa, annulla e interviene con i suoi ritmi anche spaziali nell’espressione dei pensieri del suo autore. Questa ibridazione tra cervello e strumento influirà sulla struttura cerebrale? Tutti i cambiamenti, come pure cambiare idea, innescano processi di plasticità cerebrale e di conseguenza cambiamenti di funzioni e struttura.