12. set, 2016

Achille sicuramente rapido, ma Ulisse tornato a Itaca grazie al ragionare lento.

L’influenza del pensiero lento su quello rapido genera diversità tra individui, e molte sono le riflessioni sui vantaggi e pericoli dell’intuizione. Abbiamo sicuramente letto come, molto fantasiosamente, che in Achille prevalesse il pensiero rapido e che in Ulisse, freddo calcolatore, prevalesse quello lento. Galileo descrive Salviati come un pensatore accorto e metodico, mentre Sagredo come un interlocutore immaginifico, rapido, fantasioso che arriva subito alle conclusioni. Ma in ogni discussione, dove erano entrambi presenti, era Salviati a dettare le regole e i tempi della discussione. Molti sono i testi scritti su questo argomento e in particolare uno degli ultimi fa un’osservazione sperimentale dove le piccole dilatazioni della pupilla che accompagnano lo sforzo di concentrazione e per migliorare l’attenzione sono spesso un indizio facilmente riconoscibile dell’entrata in gioco del sistema lento. Chi decide l’entrata in scena del pensiero lento? Quando l’intuizione è fragile, incerta, o sommersa da tanti imput o da incertezze, ecco che il pensiero lento arriva in soccorso e questo è percettibile all’osservazione. Da quel momento abbiamo bisogno di tempo ma la nostra posizione verso gli altri acquista spessore, lucidità, freddezza, diventa consistente autorevole, competitiva.