3. set, 2016

Il pensiero rapido

Prosegue il Prof. Maffei:

Parlando del pensiero rapido occorre distinguere le risposte del cervello ad entrate sensoriali, che potremmo definire riflessi. Essi hanno a disposizione circuiti nervosi precisi uguali in tutti gli esemplari della stessa specie: si tratta di risposte automatiche e inconscie, tanto sono più veloci tanto le proprietà plastiche del sistema nervoso sono vicine allo zero. Per plasticità si intenda la proprietà che ha il cervello di cambiare funzionamento e struttura determinate dall’esperienza. Queste risposte cerebrali non sono sotto il dominio della volontà. Queste, o reazioni primarie: disgusto, paura, rabbia, gioia ecc. generano risposte automatiche e chiaramente visibili nella mimica dei volti di tutte le etnie umane. Sempre parlando di riflessi che classifichiamo come risposte rapide, alcuni sono più complessi e coinvolgono altre parti del cervello, essi non sono innati, né uguali per tutti, ma comuni a membri della stessa società e dipendenti dagli usi e costumi di quest’ultima. Possiamo annoverare un’ulteriore risposta rapida che assume degnamente l’aspetto di pensiero, ed è l’emergere di un’idea, un’intuizione. Essa coinvolge anche quella parte del cervello che guida la fantasia, l’immaginazione, l’associazione, ma possiamo avanzare l’ipotesi che vengono escluse attività cerebrali legate alla routine o alla memoria. Le intuizioni sono rapidissime, ma il lavoro preparatorio o associativo di fatti idee esperienze, può essere molto lungo. Questo è caso di un pensiero rapido che non ha nulla di automatico, ma sono modulabili in funzione della struttura quindi dalla plasticità cerebrale. Possiamo concludere che i pensieri rapidi possono essere <rapidi automatici> e anche <rapidi plastici> e aggiungiamo che quest’ultimi sono in diretta connessione con il pensiero lento: un intuizione, senza la verifica sperimentale e logico razionale effettuata dal pensiero lento, resta eterea ovvero qualcosa di impresentabile ad altri individui. Allo stesso momento un pensiero lento senza l’innesco dell’intuizione resterebbe sterile e spesso inutile.