29. lug, 2016

Le tempeste digitali offuscano la verità.

La società dell’informazione deve fare i conti con nuove questioni e problemi ed è sempre alla ricerca di nuove regole. I diritti d’autore, il diritto del seguito la questione plagio e il nuovo tipo di finanziamenti destinati all'informazione, sono problemi accresciuti a dismisura. Occorre anche aggiungere il conflitto di interessi. Esiste una vasta commercializzazione di prodotti di mediocre cultura e uno sfruttamento politico ed economico/mediatico delle strutture pubbliche culturali, ma il vero conflitto drammatico è tra le esigenze editoriali e di cassa, con la qualità dell’informazione. Maggiore possibilità di comunicazione, traffico caotico di immagini e video non vuol certo dire <qualità> o <veridicità> di quanto ci viene sospinto, con <tempeste digitali>, sotto gli occhi in ogni angolo di mondo proviamo a vivere. Il nostro cervello le sfiora appena e sembrano tutte uguali, ma se rallentiamo e lasciamo il giusto tempo alla meditazione dei contenuti ci accorgiamo che ogni tomo è simile all'altro, mediocre, grossolano, con mellasse esistenziali di circostanza. La bruttura diventa prodotto digeribile di massa, non appena abbellito come un garage adibito a luogo di festa carnevalizia. Il libro più venduto nella provincia di Lecco è La vita sessuale di Gabriele Dannunzio, seguito dai trattati sulla melassa dei miracoli di Medjugorje.