6. lug, 2016

La lentezza del cervello nell’era digitale.

I meccanismi cerebrali guidano le reazioni umane sia genetiche che le emergenti culturali, selezionate nel tempo, essi hanno i loro tempi che si differenziano da individuo a individuo. Intercetto, penso ed agisco sembrano tre fasi ineludibili del nostro modo di essere e fare. Per noi di una certa età è impensabile che il fare non sia preceduto dal pensare, ma per la nostra realtà odierna non è così. Ci sentiamo a disagio quando la rapidità dei rapporti e delle decisioni prevalgono sul pensare. Ma siamo vecchi e siamo <analogici> ovvero superati. Ci piace il tempo del corretto linguaggio, del corretto scrivere e neanche ci siamo accorti di essere nell’era digitale, ovvero sembra che la nube dell’era dei nanosecondi ci ha disperso, ci ha reso invisibili, obsoleti. Premendo un tasto avviene il miracolo della comunicazione e dell’evento/reazione che ne consegue a livello planetario. Purtroppo non basta pigiare un tasto per far pensare velocemente il cervello, esso è una macchina obsoleta se vogliamo farla funzionare bene.