6. lug, 2016

La nostra rapidità ci rende nervosi.

La realtà attuale ci fa correre verso mete incerte o addirittura misteriose: scrivere messaggi, tweet sms, sentire un giornale radio, vedere un tg, entrare su pagine d’informazione online, apprendiamo una serie di notizie o cose senza avere il tempo neanche per pensare se tutta quella informazione sia vera o manipolata. Per questo a molti di noi ci fa tornare indietro nel tempo, ci fa tornare al linguaggio parlato delle fasi oziose e anche alla scrittura che ci chiede attenzione anche estetica e al tipo linguaggio. La comunicazione visiva è rapidissima e può solo <dare la sensazione> di essere vera, poi diciamo <l’ho vista in tv>, l’ho visto <con i miei occhi> ma è chiara questa distinzione al nostro cervello? Dimentichiamo che il cervello è una macchina lenta e questo desiderio di emulare le macchine rapide create da noi stessi, diventa fonte di angosce. Si salvano solo coloro che vivono nel godersi la profondità dei loro pensieri e godono di questa loro esclusiva capacità di isolarsi lontano da ogni tipo di frettolosa sollecitazione.