25. mag, 2016

Lavoro e impresa oggi

Oltre la crisi. I contratti non tutelati esistono ancora proprio, in quanto non tutelati. I veri esclusi sono i manager, diventati perfino inutili.

L’impronta quasi rivoluzionaria del liberismo sul mercato, si ritrova nell’affermazione del modello, con al centro <il merito> a discapito dell’élite dei colletti bianchi, dove l’accesso alla professionalizzazione e alla crescita del capitale umano, non è più appannaggio di un ridotto segmento della popolazione (bocconiani). Il successo del modello liberale applicato alle politiche sul lavoro e strettamente correlato al grado di assistenzialismo del paese. La flessibilità della posizione lavorativa è diventata la variabile di riferimento in risposta alla disoccupazione in crescita. Nell'organizzazione contemporanea di un'azienda è proprio la figura del manager che vacilla, anche a causa del suo ridotto contributo alla produttività totale. Il manager produce in genere un costo che in un'azienda raggiunge facilmente il 30% sul totale delle spese generali. La conseguenza è l’inutilità di una gestione manageriale, insufficiente e spesso bloccata su poche competenze aziendali. Con l’avvento della crisi sono cambiati gli approcci sia per le competenze sempre più elevate sia per il contenimento dei costi generali. Ed ecco che i manager diventano costosi e spesso inutili. Dove trovi un manager che oltre ai normali compiti di <gestore> amministrativo, finanziario, commerciale e d’immagine, sia una figura in grado di guidare progettazioni elettriche, meccaniche ed informatiche sempre più basate sull’aggiornamento continuo delle tecnologiche? Non esiste, infatti, la figura efficace non è più manageriale classica, ma piuttosto di uno <stratega degli spazi d’impresa>, oppure di <capitano del team> che, sostenuto da competenti di fiducia nelle varie e molteplici, specialità strategiche dell’azienda, <guida> l’attacco al mercato difficile e competitivo. Ecco ancora una volta che una grande cultura tecnico/umanistica prevale su quelle tecnica/bocconiana/finanziaria. La gestione eclettica delle risorse competenti prevale sulla disciplina strutturata e burocratizzata. In questa fase di trasformazione è la fiducia che torna ad avere un ruolo preponderante. Una parola quasi caduta in disuso e per molto tempo sostituita dal timore, il timore di perdere il lavoro, il timore di non conoscere il proprio destino lavorativo, il timore di vedere il successivo trimestre chiudersi in ribasso. La consapevolezza quindi che dopo una caduta sia possibile rialzarsi e farlo collettivamente, con nuove forze, ha creato nuove prospettive. Possiamo senz’altro parlare di nuova cultura lavorativa in cui il titolare di un’impresa, dà sicurezza, decisione, sviluppa le competenze dei suoi fedelissimi, e loro rispondono con attenzione, approfondimenti, impegno nei corsi di aggiornamento ecc. Questa è davvero una Nuova Impresa, ma anche Nuovo Lavoro. Si afferma il desiderio di allargare la responsabilità della gestione di un progetto di lavoro a un collettivo piuttosto che al singolo manager. Il Personale che si divide tra azienda e famiglia in una soluzione unica di continuità, felice di poter gestire i propri impegni lavorativi anche fuori orario d'ufficio, perché in quell'orario deve portare il figlio dal dentista o accompagnare il nipote all'asilo. Grazie alla capacità di gestire il nuovo, la produttività è in ascesa. Il personale non deve continuamente fare un giro di ricognizione col capo, perché nel proprio gruppo gestisce il progetto autonomamente. Il capo si occupa, come il dirigente di una orchestra, di garantire l'armonia generale. Questo d'altro canto provoca un’riorganizzazione della struttura complessiva sul lavoro, nel quale il capo è visto come un capitano del team. Un capitano che designi le linee generali e lasci una maggiore discrezionalità relativamente all'attuazione del progetto stesso. La coordinazione si posa sul principio della fiducia e non del controllo, sulla base quindi, della responsabilizzazione del dipendente. Il responso è positivo. Il contratto poco garantito, la conseguente paura di perdere il posto di lavoro e la partecipazione al progetto, spinto e guidato dal <moderno cesare> sta producendo <qualità d’impresa> e il successo è di rassicurante certezza. Questo nuovo rapporto lavoro/impresa che sta uscendo da una crisi profonda, è destinato a essere imitato e non solo da aziende private ma potrebbe rimettere a nuovo anche la pubblica amministrazione.