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6. dic, 2018

Le madri/nonne si addolorano per la caducità delle unioni sentimentali e della sofferenza di figli adulti. Vediamo chi sono i protagonisti. Queste madri sono state figlie troppo protette dalla struttura famigliare ed hanno vissuto una propria vita sentimentale ed emozionale come se la vita fosse  una favola, un sogno sempre realizzabile. Con la complicità del cristianesimo e di tempi economici favorevoli le madri oggi nonne o quasi nonne, hanno "volteggiato in aire", monogamia dei mariti assicurata e pretesa, vacanze, celebrazioni  matrimoniali fastose, figli super accuditi, ricorrenze festaiole, we di svaghi e così via, hanno insegnato a vivere le favole anche a mariti grezzotti e recalcitranti e soprattutto ai figli oggi diventati adulti e che pur avendo smesso di credere alle favole, soffrono moltissimo nella sfera emozionale, sono poco portati alle relazioni di coppia, e se le intraprendono non sono affatto in grado di governarle. Anche Eros, inarrestabile in tutti i tempi, oggi sembra spingere le emozioni in corpi che non sanno cosa farci. Un dio oggi in difficoltà come forse mai accaduto prima. Potremmo dire, che quelle che sembravano favole vere nella primavera di ogni vita oggi, in autunno, per chi ci ha lasciato dentro la testa, sono trappole esistenziali. Chi mantiene due famiglie, chi non vede i figli, chi vive nei sottoscala, chi è depresso, chi porta avanti due lavori per non soccombere. Vediamo cosa è successo dal lato emozionale. Con 30 anni di ritardo alcuni studiosi hanno "scoperto" che reprimere un'ondata di emozioni negative che ci travolge pensando così di proteggere i figli è una minchiata inutile. Mostrare una facciata di apparente tranquillità è un bluff che i bambini già da piccolissimi smascherano da sapienti. Hanno una capacità spiccata di sentire quello che sente l'adulto, osservare attentamente l'adulto e a volte addirittura imitarlo. Il fatto che, difronte a una forte emozione, i genitori si comportino come se nulla fosse accaduto, manda messaggi contrastanti e ciò li rende confusi. Questo è solo un'aspetto della plateale incapacità del genitore/educatore. Torniamo però alle favole. Inondare i figli di affetto melassoide, bello o bella di mamma, esaltare se medesimi, mamma santa e migliore di tutte le altre, padre santo e serio lavoratore, padre con trombetta e mamma con lo zufolo a capodanno, padre sportivo, "piacione", madre visibile nell'azione cattolica, madre firmata e star nelle messe solenni, papa e mamma eleganti con figli per mano che vanno verso l'altare domenicale a "miracol mostrare" ovvero ecco il messaggio inequivocabile: guardate che famiglia perfetta siamo. Ecco, oggi quelle stesse mamme (i padri si sono persi nel tentativo vano di ricoprire un qualche ruolo), alle prese appunto, con menage difficili, con lavori complicati, con vicissitudini alterne, con stanchezza da superlavoro (governano casa e lavorano fuori come gli altri), capitolano quando un figlio o figlia (anche loro incapaci e gestire le emozioni) si ammalano di "favola mancata". Si perdono quando vengono abbandonati da un compagno o moglie o amante. Si signori quelle madri non solo hanno indispettito il mondo con i loro comportamenti, hanno anche cresciuto i figli nel segno delle favole, li hanno educati alle favole, e oggi pur non credendo alle favole, sono spesso in crisi o sono destrutturati dal lato emozionale. Ci resta solo una speranza che in tutto questo travaglio degli adulti, una volta tanto molto "così visibile", per niente nascosto, i nipotini si salvino dalle favole per diventare adulti normali. Una raccomandazione però è necessaria: teneteli lontani dalle nonne.

20. nov, 2018

Cosa accade loro? Accade, che quando crescono e vanno all'asilo o alla scuola materna, avanza l'armata degli educatori di cui anche i genitori fanno parte integrante. Questi professionisti dell'educazione, seguono teorie che portano ad una tirannide incrollabile. L'educatore non tentenna mai, è convinto di fare bene ed e` pronto ad impartire quelle norme che sovrastano, aggrediscono la vita del bambino. In questo periodo si fa un gran parlare di scuola pubblica e privata dimenticando cosa incide la scuola sull'educazione dei bambini. Un grande pedagogo e pediatra Marcello Bernardi conferma quello che vediamo da sempre, e che la scuola è restata ai livelli di quella fascista, tanta burocrazia, voti, compitini, pagelle, ma soprattutto feroce competizione fra bambini. <<Essa è esattamente il contrario di quello che la scuola moderna dovrebbe essere, un luogo di socializzazione fra bambini, di crescita e rispetto delle libertà di ogni singolo>>, parole del Prof. Bernardi. Purtroppo i genitori non perseguono una "strategia dell'attenzione", danno cioé grande importanza  agli aspetti materiali, ricoprendo quando possono i figli di regali e distrazioni seguendo il "così fan tutti", ma non danno loro quell'affiancamento di cui i bambini hanno un bisogno molto forte. Accanto a questo riversano, in maniera ancora più deleteria, le loro ambizioni sui figli ponendoli in competizione con altri bambini per "essere più bravi" per essere migliori. In tanti anni che metto attenzione su questo problema, vedo sempre piccini pieni di splendida fantasia che poi con l'inizio della scuola, dell'educazione domestica, con l'imporre il senso del dovere, si incupiscono e diminuisce anche la loro voglia di imparare. Se siamo attenti, fin quando la forza dell'imposizione non ha ancora vinto, continuiamo a vedere bambini dotati di immaginazione, coraggio, sete di conoscere e mai provvisti di virtù, mai dediti all'obbedienza cieca pronta e assoluta che la stragrande maggioranza dei genitori e degli educatori vorrebbero.  Occorrerebbe fare in modo che ogni persona, anche in eta` infantile, sia libera di essere cio` che e` e non subisca quel processo di smantellamento della libertà minime a cui tutti continuiamo ad essere sottoposti. Catechismi imposti da Stati e chiese, che traggono forza e potere proprio dalla vessazione della natura umana libera e gioiosa.

4. nov, 2018

Chissà in quanti avranno scritto usando questo titolo e in occasione di nuovo viaggio a Venezia. Dopo averla vissuta magica e inebriante non meno di vent'anni orsono, eccola qui completamente diversa, cambiata. Questa città, a me e a molti assai cara, ha potenziato la sua natura commerciante e abbandonato quella di maliarda casalinga, fatta di odori, sapori e amori aperti alla strada. Evitando i luoghi da centro commerciale diffuso come Rialto, San Marco, e le vie del turismo pastorizio, dietro l'Accademia ecco la calle del Pestrin, la calle della Madonna con la trattoria di Remigio, San Martino a Natale, ecco il ponte de la Comenda, la casa di Ugo Foscolo, la Salizada de la Gate, il Ramo al ponte di San Francesco con i suoi murales, sono luoghi abbandonati, disertati dai turisti per ignoranza, sporchi e silenziosi per abbandono. Erano l'anima accogliente e colorita della città. Erano un brulichio di voci, di canticchiate, di sfottò tra buontemponi che lavoravano sodo. Non c'è più nessuno. Macellai, falegnami, stuccatori, osti e cultori del cibo, spettatori teatranti e attori essi stessi di vita vivace e godereccia, non ci sono più. Ti sentivano parlare un quasi romano e dovevi difenderti da batture goliardiche, si affacciavano sui ponti e prendevano in giro chi viziava la sua innamorata con i dondolamenti delle gondole, ridevano tutti, sfottitori e sfottuti. Oggi nella calle della Madonna, al posto di una grande falegnameria molto apprezzata da tutti, c'è una piattaforma espositiva di arte contemporanea e sperimentale che sarà inaugurata nei prossimi giorni. Non si limiteranno ad esporre opere di artisti di dubbio talento, mi spiegano che hanno un progetto di merketing che estenderà la visione delle opere anche per le calli e per i canali della città. Hanno ingaggiato un'artista donna che girerà su una barca ricoperta di fiori e bandiere dei paesi del Mediterraneo, hanno ingaggiato un esperto di ipnosi che si cimenterà sui visitatori che non si opporranno a tanta nefandezza. Nessuno oramai si oppone. L'incipit della mostra d'arte è il desiderio, pensate!!! I turisti, si sa, sono turisti e vogliono essere modaioli, e quando qualcuno per attirare l'attenzione gli tirera uova in faccia, saranno contenti di quel momento vissuto da protagonisti, la tv insegna. Sopra, il padiglione scandinavo alla biennale architettura.

26. ott, 2018

Da Moratti a Zhang. Il grande presidente Moratti, fratello della sindaco Moratti di Milano è forse, dopo il padre Angelo, il presidnte più noto della vecchia Ambrosiana oggi Inter. Fu, la sua, una nomina di famiglia, poiché non riscuoteva troppa considerazione dai fratelli a 55 anni circa gli acquistarono la società nearazzurra come se volessero toglierlo dalle grandi aziende di famiglia al fine di non fargli fare danni. I danni li fece lo stesso, vinse un qualche scudetto ma comprò decine di giocatori prestigiosi che, guarda caso, come approdavano a Milano scadevano nella mediocrità più assoluta. Non era un caso, ma una presa in giro del sistema ai danni di un bonaccione, tanto che alcuni giornalisti sportivi meno rispettosi iniziarono a indicarlo come lo zimbello del calcio italiano. Ecco che arriva Zhang!! Come tutti sapranno l'Inter qualche anno fa fu acquistata da alcuni imprenditori cinesi che dopo un periodo interlocutorio e abbastanza anonimo, oggi hanno messo al timone della squadra un certo Zhang, ventisei anni ma molto avveduto. Forse non saprà troppo di calcio ma ha dato segnali precisi su come fregare i tifosi più creduloni (i fan calcistici sono ancora più infantili dei credenti del cristianesimo), e fargli comprare un abbonamento, pur se oneroso per lo stadio. Ci sta riuscendo alla grande, non acquistando noti calciofili fregatura, ma comunicando. Sa usare genialmente i social, tratta bene con la stampa di settore, e ha anche messo in giro un video di eccellente fattura, talmente accattivante e penetrante, che sta facendo impazzire la piazza calcistica milanese. Il calcio ci ha sempre insegnato a capire la gente e anche la politca, questa volta ci dice che l'Europa, la grande Europa dei padri fondatori, è restata al palo delle proprie qualità crogiolandosi, per due decenni, immobile su di esse. Il resto del mondo, ci ha inseguito e imparato da noi. Oggi la globalizzazione e gli spostamenti finanziari annessi, ci rendono solo un prodotto appetibile e goloso. La mancata Europa politica sta diventando assenza di democrazia, assenza di autonomia, assenza di autorità. Mentre tanti giovani italiani a 26 anni stanno ancora attaccati al culo materno, ecco che un loro coetaneo cinese, prende il posto di un ricco fannullone che combinava solo guai, e che mai avrebbe lasciato il posto a un giovane. Massimo Moratti rappresenta degnamente l'odierna vecchia Europa e Zhang il mondo aggressivo della finanza. Scommetto che questo ragazzo cinese riuscirà a produrre utili anche dove nessun imprenditore italiano è mai riuscito a fare, ovvero in un circuito di transazioni irregolari, di soldi da riciclare, di spese pazze, di avventurieri televisivi, di spese pazze per aggirare l'erario.

16. ott, 2018

E' Dostoevskij che ci dice: "Io sono solo, voi siete tutti", descrivendo l’uomo della strada che amava la strada e che della strada non aveva paura. Come non pensare che c'è una strana dialettica tra libri e tempi oscuri, tra scienza e libri di scienza, tra notizia del giorno e saper vivere, tra sadismo e godimento, tra nomadismo amoroso e fedeltà. Contro la bellezza, l'intensità e il furore vitale a cui i libri danno accesso, ecco l'ottusa resistenza del quotidiano, pieno di chiacchiere vuote, di nebbia populista, di sciatteria fisica, di pornografia e bruttezza delle parole. Vivo in questo contrasto una piccola forma di resistenza, di ginnastica mentale e di estetica. In realtà non voglio più sapere quello che accade nel mondo, non voglio più brutte notizie, non voglio sentire di brutture, di distruzioni e tragedie, voglio difendere la mia sensazione di bellezza per non avere paura della strada e per non sentirmi solo contro tutti. A lato: entrata e uscita di autore ignoto.