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7. giu, 2019

I nostri sogni rappresentano due possibili vie di fuga dall’oppressione del senso di colpa. Da una parte troviamo la volontà di rinunciare radicalmente a quegli aspetti dell’umanità percepiti come minacciosi per sé o per il mondo, per essere finalmente innocenti. Dall’altra il sogno è vita, fa parte della natura umana dove viene moderata l’irrequietezza e il desiderio dell’inconscio. Questa volontà e forza interiore si basa sull’idea che tutto ciò che non è umano è per sua natura sostenibile e quindi puro e libero da colpe. C’è chi predica la dismissione delle nascite, chi l’estinzione volontaria della razza umana. Non entro nella discussione di queste proposte ma quello che voglio far emergere è come queste vadano nella direzione di un radicale rifiuto di un’idea che viene considerata, dalle stesse persone che la producono, come basilare della nostra identità umana.  L’essere umano in quanto parte della natura, vive un contrasto dirompente tra avvicinamento alla natura e contemporaneamente un allontanamento da quei comportamenti che sono sempre stati indicati come naturali. In altri termini, perché mai un uomo che è un animale deve smettere di sentirsi “superiore” perché, se non lo fa, al contrario degli altri animali, provoca disastri. Se è un animale, perché dovrebbe sentirsi in colpa per fare figli o mangiare come essere animale vorace come tanti altri? Si vede bene qui come il terreno si sposti fatalmente dalla politica alla metafisica, provocando domande non solo di enorme portata, ma anche prive di una risposta seria. Sentiremo presto una grande voglia di trascendere, inseguiremo un ritorno della metafisica, sentiremo voglia di ripensarci con un’anima ben distinta dal corpo, e andremo incontro alle future tragedie abbracciati, l’un l’altro, venerando gli idoli delle religioni secolari. Ovvero tutto ritorna come sempre è accaduto, nulla di nuovo all’orizzonte.

29. mag, 2019

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L'umiliazione è quel piano esistenziale che si propone come forza antagonista alla fantasia. L'umiliazione agisce per processi di diminuzione, ma è un vero incubatore della creatività. Nell'umiliazione nasce l'energia per distruggere i rapporti di potere. Non a caso abbiamo parlato di minoritario ovvero di coloro che si sottraggono alle logiche di dominio creando un nuovo divenire di vita. Vediamo cani ed esseri umani, specificatamente donne, trovare una forma migliore di vivere possibile, grazie a nuove regole. Donna Haraway, anche biologa, si interessa molto ai cani. Questa specie animale, che ci accompagna da tanti secoli, il cane cacciatore, il cane guardiano, il  cane che protegge il suo padrone, oggi ha subito un processo di modificazione irreversibile, essi non possono recuperare l'immagine, l'idea di un branco oramai cancellato. I cani hanno fatto altre relazioni e hanno stipulato altri patti con le altre specie animali alla ricerca di forme di vita migliori. A proposito di ecologia e del preoccuparsi di un eventuale collasso ambientale, ecologico e sociale, il divenire donna può rappresentare lo spostarsi verso un patto sociale che non metta a soqquadro tutto l'esistente, ma che produca una nuova speranza di salvaguardia e miglioramento delle condizioni di vita. Per dare voce al movimento femminista di oggi, il divenire donna esprimerebbe l'apertura alla creazione di un sapere che ancora non c'è. Divenire donna evoca una filosofia senza meta, senza un unico obiettivo, di conseguenza arriviamo da dove eravamo partiti, alla contro-filosofia di Nietzshe. E' vera contro-filosofia perché razza, genere, appartenenze, identità non sono categorie astratte in quanto da esse si sono articolate le narrazioni dominanti. Concludendo, nel divenire animale e nel divenire donna cerchiamo gli anticorpi contro la più potente censura di tutti i tempi, la più sottile e pericolosa che è data dall'annientamento delle capacità critiche e immaginative del pensiero, causa la frantumazione dei saperi. Le strategie di  dominio di oggi ci omologano, annientano noi, la nostra storia e tutti i saperi in generale. Fine. Sopra: la donna cyborg di Luis Royo

29. mag, 2019

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Tornando a Deleuze e Guattari il legame donna, animale, e nello specifico la figura del cane, i due autori ce lo spiegano ricorrendo a Canetti. Canetti sulla questione delle mute e del branco, dice che il branco si dissolve e le mute, frutto dei dolori inflitti dal dominio, esprimono un nuovo modo di divenire sacrificato. Deleuze e Guattari affermano invece, che tra branco e muta possono esserci passaggi e scambi di vario livello, ovvero il branco e la muta diventano massa possono fondersi uno nell'altro. Occorre schierarsi dalla parte dei cani per comprendere i processi di metamorfosi, di contaminazione, di ibridazione, di modifica biologica. Sono processi che non possono essere smontati per l' intensità del lro divenire, per la loro potenza. Donne e cani condividono un'esperienzs di domesticazione (ecosofia) che è al centro di una preoccupazione profondamente ecologica. L'ecosofia intesa come ecologia sociale, ecologia planetaria ed ecologia della coscienza. Se teniamo stabile il concetto di soggetto embrionale, larvale, ecco che i processi attuali ricadono sui corpi, sul divenire animale, sul sacrificio e anche sull'ibridazione. Il divenire animale diventa divenire donna come esaltazione di un'alterità sempre presente. Come esaltazione dei processi creativi tipicamente femminili come il desiderio di maternità, come l'eccitazione sessuale, come desiderio del nuovo, dell'artistico, del funzionale sociale. L'alterità si muove in questo tipo di trasformazione, in questo tipo di movimento che è sostanzialmente politico, diventa cambiamento che investe il corpo femminile per trascendere i limiti biologici. Ecco il travestito, lo sciamano, la donna medusa, questi corpi escono potenziati, con l'aiuto del decover assumono assumono insieme i poteri del maschio e della femmina. (decover, strumento elettronico che produce voce maschile o femminile). Il divenire donna reinventa eros ed anche i limiti dell'arte che riproduce modelli oltre il senso comune (Luis Royo in testa). Cosa vediamo al centro di questa idea di domesticazione? Canetti dice l'umiliazione. Le mute si divorano in un processo specifico di sacrifico e umiliazione. Continua...

29. mag, 2019

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Per capire il concetto di creazione, occorre citare le nozioni di soggetto, e di virtuale deleuziane. il soggetto viene definito come larvale, ovvero embrionale, in potenza, non più un io che sta al centro (io donna, io uomo, uio cane, o altro) bensì, un oggetto larvale che ha a che fare con diverse articolazioni "virtuali". Virtuale indica invece, quello che è in potenza, quello che può diventare. Nulla a che fare con la realtà virtuale di oggi. Il divenire donna è una specie di circuito molto contaminato. La logica binaria fu spazzata via proprio da Nietzsche nella Genealogia della morale nel riferimento di Arianna.  Quell'artificio mitologico del Minotauro rappresenta bene il divenire animale di oggi, e l'importanza del femminismo attuale. Senza l'alchimia di Arianna e del suo espediente, il Minotauro sarebbe ancora vivo non ci sarebbe stato nessun Teseo vincitore. La traccia di Nietzsche ritorna in Deleuze con i soggetti che sono immediatamente identificati come destinatari di un dominio. In questa ottica le donne, in qualunque contesto abbiano dovuto misurarsi, sono portatrici di alterità. di una minorità che resiste alla logica binaria di pootere, necessaria delle figure di dominio e coccorrente alla strutturazione dei rapporti gerarchici, di genere, fondati sul primato del possesso, della proprietà e dell'assoggettamento. Continua...

28. mag, 2019

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Il vecchio femminismo non comprese questo divenire donna, anzi lo considerò come l'ennesima convocazione ad un processo di subordinazione di genere, ossia del maschilismo. Attualmente non ci sono più segnali in questo senso e alcune illustri signore (Braidotti e Haraway) si sono interrogate sul significato di <<disfare il genere>>, ovvero, quando Deleuze afferma che <<anche le donne dovranno imparare a divenire donne>> intende che occorre distruggere la fedele appartenenza di genere, costruita nel tempo, e andare oltre. Perché così importante il divenire donne? Perché, come dice Donna Haraway, ha a che vedere con la minorità. Nel grande lavoro di Deleuze e Guattari una delle cose più affascinanti è nel loro annuncio di questa razza bastarda, minoritaria, anarchica, ribelle, nomade che irrompe contro le strutture omologanti, maschiliste che si affermano come figure di potere. Di dominio. Questa idea di minorità. del divenire minoritario, non è chiamarsi ai margini, ma una delle tante forze minori possibili. Lo dimostra Guattari con il concetto delle "mute". Le mute si formano uscendo dalla gerarchia di gruppo, e diventano potenti in quanto non puntano alla ricostruzione di altre gerarchie o di un altro centro di potere. Esse si muovono in senso rizomatico (sono azioni pure, non soggetti che agiscono) diventano un divenire minoritario ma potentissimo. Questo divenire minoritario, dice Deleuze, è un crescere politico, un progetto politico, che ha dalla sua parte la dimensione creativa. Una dimensione creativa che ci dice che quello che troviamo sul pianeta già c'è e non possiamo che adeguarci, ma possiamo "creare quello che manca" compiere degli atti di creazione. Continua...