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15. ott, 2019

La notizia? Non interessa più a nessuno, è morta o sull'orlo del baratro. Sono oramai diversi anni che è a serio rischio estinzione, accade per le grandi testate, accade un po' meno per quelle provinciali dove necrologi, pettegolezzi dei pretini e "menate" dei ricchettuzzi danno sostegno alla vita degli anziani lettori. A rischiare l'estinzione è l'intero giornalismo. Tagli, purghe, licenziamenti oramai non si contano più, e in tanti conosciamo i rischi di questo mestiere che a volte richiede i rovi nello stomaco necessari per rssere un vero professionista. Insomma il mondo delle news oltre ad essere difficile è anche a rischio povertà. E ora, come se non bastasse, a chiudere presto i battenti sarà pure il Newseum, il più importante museo sul giornalismo degli Stati Uniti. Il museo, la cui sede dal 2008 è un imponente edificio nel cuore di Washington, cesserà d’esistere a fine anno. Del resto, proprio com’è effimera la natura di un quotidiano le cui pagine, il giorno dopo la sua uscita, sono buone solo per incartare il pesce, anche la forza e la vitalità del giornalismo, in particolare di quello d’inchiesta, sembrano essere fragili ed effimere, in grado di disperdersi di fronte a chi non gradisce l’intromissione della verità, tantomeno di chi ne è a caccia, e meno ancora, come nel caso di una fetta sempre crescente dell’opinione pubblica, convinta che per informarsi bastino la Rete e i social. Peccato solo che in più d’un occasione, la Rete abbia sfornato ad arte fake news per alimentare i più bassi istinti di chi, invece che di una corretta informazione, sentiva piuttosto il bisogno di soddisfare il bulimico desiderio di pornografia giornalistica, appagando piccoli ardori con il gossip, il sensazionalismo, il pettegolezzo e la disinformazione a pagamento. Insomma, la capacità di leggere il caos del presente, avere strumenti efficaci e menti in grado di farlo, è vitale come lo è respirare, bere e mangiare. Dobbiamo renderci conto che la lettura e la comprensione dell’oggi, del qui e subito, è necessaria alla nostra sopravvivenza come lo è una buona alimentazione.

22. set, 2019

Dobbiamo dare ascolto a chi ha un sistema pensiero non comune. Qui riproponiamo con semplicità alcune considerazioni sull'uso delle parole fatte da una mente illuminata, quella di Lamberto Maffei, professore emerito: <<Le parole, dando ragione a Voltaire, sono state date all'uomo per ingannare se stesso e gli altri>>. Ingannare il prossimo è forse uno di giochi più impegnativi dell'intelligenza. Ancora Maffei: <<Più genuino e veritiero può essere solo il linguaggio dei segni, perché i sordomuti non riescono a nascondere emozioni e bugie>>. Anche i mezzi di comunicazione, da lui definiti "una nuova categoria di prostitute", possono ingannare il prossimo e più le comunicazioni progrediranno e più aumenteranno le possibilità di essere ingannati. Nel suo ultimo saggio, ricco di informazioni, di citazioni e rimandi a testi e personaggi dell'antica Grecia, Maffei parla del sistema delle comunicazioni, come di un grande ragno che raggiunge gli uomini nelle varie parti del mondo con la sua tela, divenendo così concausa importante del fenomeno della globalizzazione. La rete c'è ed è utilissima, ma solo quando riesce ad emergere il comunicare di coloro che hanno pensieri o informazioni utili o sagge. Oggi i giovani devono mirare più alla sapienza che alla conoscenza. Alla formazione più che all'informazione. Tutti abbiamo il dovere di essere cittadini critici e non passivi difronte a messaggi ingannevoli di mercanti e di politici in carriera. Fondare i comportamenti nella conoscenza di se stessi e degli altri è base essenziale per ogni forma di libertà e rispetto delle identità. Isolandoci non saremo più nessuno.

4. lug, 2019

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

All'università di Tor Vergata è stato messo a punto un test per scandagliare la vita segreta delle donne. Che è molto più ricca di autoerotismo e molto più indipendente dall'idea del partner fisso di quanto non si credesse, (noi lo abbiamo sempre saputo). La ricerca è stata pubblicata sull'autorevole Plos One. Vediamo cosa ci dicono. <<<<Così misuriamo il sorprendente piacere femminile. Le confidenze delle donne, raccolte nell'anonimato, raccontano di una vita sessuale che è capace di essere autonoma, molto complessa e variegata, e questo si sapeva. Ma più indipendente del previsto. Essa è slegata sia da rapporti sentimentali sia dall'ambiente. Arricchita, quasi autoalimentata, da un autoerotismo dalle fantasie vivaci, che in quasi due donne su tre è più frequente di una volta alla settimana. La conoscenza di sé, quasi un allenamento al piacere, facilitano l'orgasmo. Trascurare la propria dimensione sessuale, per le donne ancor più che per gli uomini, non sembra far bene al raggiungimento del piacere. Che lungi dal diminuire, almeno nelle fasce d'età che abbiamo osservato sembrerebbe aumentare con il tempo. Abbiamo quindi messo a punto il primo orgasmometro femminile (certo che un altro nome dovevano pensarlo, è orribile): un test da fare sul web, quindi anonimo, in cui le donne erano libere di dire quel che non pubblicherebbero mai su Facebook. La struttura del test, paradossalmente, è mutuata dai questionari usati per misurare l'intensità del dolore. Dolore e piacere hanno in comune il fatto di essere esperienze soggettive e interiori. Non esiste un termometro per misurarle spiega il prof Jannini, ma si tratta pur sempre di un metodo soggettivo. L'orgasmometro maschile, che esiste da tempo, ci dice per esempio che l'orgasmo, quando viene raggiunto, è sempre intenso. In genere solo l'eiaculazione precoce può causare un piacere dimezzato. Nelle donne invece i risultati dell'orgasmometro sono assai più variegati. Alla prima tappa della ricerca hanno partecipato 526 donne, ma altri questionari saranno messi a punto in futuro. Confrontando i due estremi, l'intensità degli orgasmi aumentava con l'età conferma Jannini. Anche se 8 donne su 10 si trovavano in una relazione stabile, il loro piacere non era superiore rispetto alle single. Il 62,8% di loro si masturbava più di una volta alla settimana. Tanto più frequente era l'autoerotismo, tanto più alti i valori dell'intensità dell'orgasmo. E questo aspetto ha colpito non poco i ricercatori: sappiamo che il perdere il controllo, il mollare le redini, sono requisiti essenziali per il piacere femminile. Allo stesso tempo però è importante conoscersi, direi quasi allenarsi in senso fisico e mentale all'orgasmo. E questo può passare attraverso la masturbazione. Il meccanismo sessuale delle donne è più fragile di quello degli uomini, spiega infatti Jannini: costruirsi le esperienze, riconoscere i segnali del proprio corpo, seguirli e abbandonarvisi, capendo quando è il momento di perdere il controllo sono gli ingredienti che permettono di avere un orgasmo intenso. L'uomo lo raggiunge quasi in ogni condizione, per le donne invece è meno scontato. La donna, si scopre ancora una volta, è più padrona del proprio destino di quanto non si creda>>>>. Insomma abbiamo riportato, da Plos One, le cose salienti. Dicono bene, dicono male? Credo che cercano di capire, ma con scarsi esiti. Visto l'argomento difficile e sfuggente, aggiungiamo solo quelle che sono le nostre certezze e convinzioni. La scienza, la medicina e la pornografia, seppure con finalità diverse, compiono enormi sforzi inutili per catalogare, misurare, omologare quello che per secoli la filosofia ha evitato di studiare per incapacità di capire lasciando campo libero alle semplificazioni della morale. Eros è un "campo" tra individui solo apparentemente simili. L'erotismo che scaturisce tra questi individui è potenza sfuggente, frastagliata, mai uguale.  Siamo coinvolti in un turbinio di sensazioni spesso irripetibili che sono potenza non affatto inquadrabile, non raggruppabile, non associabile, non omologabile. Ogni individuo, maschio, femmina, o di altre identità di genere ha una sua unicità e la meraviglia per ognuno di noi è saperla mettere in luce, intuirne le potenzialità, accrescerla con dedizione e conoscerla appieno. La felicità di una coppia è il protendere verso la completa espansione di se medesimi attraverso la completa realizzazione dell'altro. Un percorso intellettuale lungo e faticoso che è conoscenza pura e felicità di essere al mondo. Più questo percorso di vita è complesso e attraente e più la coppia si realizza, portandosi a un livello superiore di stato e di piacere di vivere che sfugge a qualsiasi classificazione scientifica. E' lo sviluppo di un fenomeno unico che riguarda solo i protagonisti ed è assolutamente inutile per tutti gli altri. Di questa consapevolezza temono e si affannano sia la scienza che il mondo del porno, sia l'una che l'altro in questo campo sono inutili. La letteratura temendo di scadere in un linguaggio pornografico, è restata, tranne in rarissimi temerari autori, sempre negli ambiti di una noia indecente. Anche l'arte si è arresa, nei secoli ha saputo cogliere solo alcuni aspetti marginali di Eros meglio, anche se di poco, ha saputo fare il fumetto erotico (Hans Kovacs, Ignacio Noe, Serpieri Eleuteri, ad esempio). La straordinarietà e bellezza della completa realizzazione di coppia diventa una realtà talmente complessa che rende vano sia ogni calcolo scientifico sia ogni creazione della fantasia umana.

7. giu, 2019

I nostri sogni rappresentano due possibili vie di fuga dall’oppressione del senso di colpa. Da una parte troviamo la volontà di rinunciare radicalmente a quegli aspetti dell’umanità percepiti come minacciosi per sé o per il mondo, per essere finalmente innocenti. Dall’altra il sogno è vita, fa parte della natura umana dove viene moderata l’irrequietezza e il desiderio dell’inconscio. Questa volontà e forza interiore si basa sull’idea che tutto ciò che non è umano è per sua natura sostenibile e quindi puro e libero da colpe. C’è chi predica la dismissione delle nascite, chi l’estinzione volontaria della razza umana. Non entro nella discussione di queste proposte ma quello che voglio far emergere è come queste vadano nella direzione di un radicale rifiuto di un’idea che viene considerata, dalle stesse persone che la producono, come basilare della nostra identità umana.  L’essere umano in quanto parte della natura, vive un contrasto dirompente tra avvicinamento alla natura e contemporaneamente un allontanamento da quei comportamenti che sono sempre stati indicati come naturali. In altri termini, perché mai un uomo che è un animale deve smettere di sentirsi “superiore” perché, se non lo fa, al contrario degli altri animali, provoca disastri. Se è un animale, perché dovrebbe sentirsi in colpa per fare figli o mangiare come essere animale vorace come tanti altri? Si vede bene qui come il terreno si sposti fatalmente dalla politica alla metafisica, provocando domande non solo di enorme portata, ma anche prive di una risposta seria. Sentiremo presto una grande voglia di trascendere, inseguiremo un ritorno della metafisica, sentiremo voglia di ripensarci con un’anima ben distinta dal corpo, e andremo incontro alle future tragedie abbracciati, l’un l’altro, venerando gli idoli delle religioni secolari. Ovvero tutto ritorna come sempre è accaduto, nulla di nuovo all’orizzonte.

29. mag, 2019

...continuazione:
L'umiliazione è quel piano esistenziale che si propone come forza antagonista alla fantasia. L'umiliazione agisce per processi di diminuzione, ma è un vero incubatore della creatività. Nell'umiliazione nasce l'energia per distruggere i rapporti di potere. Non a caso abbiamo parlato di minoritario ovvero di coloro che si sottraggono alle logiche di dominio creando un nuovo divenire di vita. Vediamo cani ed esseri umani, specificatamente donne, trovare una forma migliore di vivere possibile, grazie a nuove regole. Donna Haraway, anche biologa, si interessa molto ai cani. Questa specie animale, che ci accompagna da tanti secoli, il cane cacciatore, il cane guardiano, il  cane che protegge il suo padrone, oggi ha subito un processo di modificazione irreversibile, essi non possono recuperare l'immagine, l'idea di un branco oramai cancellato. I cani hanno fatto altre relazioni e hanno stipulato altri patti con le altre specie animali alla ricerca di forme di vita migliori. A proposito di ecologia e del preoccuparsi di un eventuale collasso ambientale, ecologico e sociale, il divenire donna può rappresentare lo spostarsi verso un patto sociale che non metta a soqquadro tutto l'esistente, ma che produca una nuova speranza di salvaguardia e miglioramento delle condizioni di vita. Per dare voce al movimento femminista di oggi, il divenire donna esprimerebbe l'apertura alla creazione di un sapere che ancora non c'è. Divenire donna evoca una filosofia senza meta, senza un unico obiettivo, di conseguenza arriviamo da dove eravamo partiti, alla contro-filosofia di Nietzshe. E' vera contro-filosofia perché razza, genere, appartenenze, identità non sono categorie astratte in quanto da esse si sono articolate le narrazioni dominanti. Concludendo, nel divenire animale e nel divenire donna cerchiamo gli anticorpi contro la più potente censura di tutti i tempi, la più sottile e pericolosa che è data dall'annientamento delle capacità critiche e immaginative del pensiero, causa la frantumazione dei saperi. Le strategie di  dominio di oggi ci omologano, annientano noi, la nostra storia e tutti i saperi in generale. Fine. Sopra: la donna cyborg di Luis Royo