Bolg: Logicpharm

27. mar, 2019

Cosa dicono le “sirene” che speculano sulla farmacia:

  • Analisi del mercato e dei concorrenti
  • Definizione del format di vendita della farmacia da avviare
  • Progettazione della farmacia
  • Definizione e scelta degli arredi
  • scelta dell'automazione
  • Definizione dell’offerta commerciale e dei servizi da erogare
  • Definizione dell’organigramma della farmacia: compiti e mansioni
  • Definizione della comunicazione interna ed esterna della farmacia
  • Definizione del layout merceologico
  • Allestimento delle merci della farmacia
  • Definizione delle attività pubblicitarie da adottare nella fase di pre-apertura
  • Affiancamento nella fase di apertura della farmacia

Sono servizi offerti senza avere dati certi, reali della realtà che vorrebbero rimodernare, o  creare un brand o un layout, incantano i farmacisti con l’immagine e specialisti di vendita. 

In Italia la farmacia non sarà mai solo un tempio della salute o del benessere/bellezza, quindi la farmacia di successo dovrà fare i conti con il messaggio emotivo di accoglienza di chi sta poco bene e di sicurezza per la salute.

  • Accoglienza e ammiccamento con il verde e biologico dove il cosiddetto etico avrà sempre più la funzione di catalizzatore commerciale (procura i numeri di ingresso) e dovrà occupare sempre meno l’operatività del farmacista.
  • I gruppi di farmacie indipendenti svolgono bene il ruolo di catalizzatori di attenzione, quindi è bene aggregarsi senza farsi massacrare dai budget. Essi aumentano il livello di efficacia e attrattiva della farmacia nella sua zona, quindi più vendite e minori costi. Gli strumenti usati dal marketing del gruppo ben supportati da studi preventivi fanno emergere la farmacia tra i competitor di zona. Ad esempio il gruppo Lloyds cresciuto sulle farmacie comunali ha un proprio format che è una via di mezzo tra farmacia e parafarmacia che non si distacca dai concetti dei Gdo.
26. mar, 2019

Puntare sulla professione e comunicare i requisiti professionali e un atto primo

L’insegna esterna dovrebbe riportare il nome del titolare

Una vetrina per un prodotto, un tema salute per evitare l’aspetto market

All’ingresso deve essere visibile il brand con i suoi colori, titolo e foto del personale impiegato nell’erogazione dei prodotti e servizi

Sempre all’ingresso subito accanto e laddove lo spazio lo consente, deve esserci lo spazio consulenza e accoglienza. (una farmacia veronese di successo ha curato molto questo aspetto, proprio difronte l’ingresso una d.ssa sorridente guida gentilmente chi entra per la prima volta, serve prodotti di sua competenza, spiega come accodarsi ai banchi o ai servizi senza l’ausilio di eliminacode)

  • Questa è una scelta coerente con i tempi, efficace, redditizia, utile al posizionamento che è si commerciale, ma senza perdere di vista la professionalità trasmessa al cliente in ogni istante della sua permanenza in farmacia. Se la farmacia offre anche servizi medicali dovrebbe garantire molta privacy al cliente, che si sentirà rassicurato, protetto se poco in salute, come se fosse in una “clinica”. Questo è rassicurante per chiunque.
  • La “farmacia/clinica” in via di affermazione, dove riservatezza e efficienza accrescono il fatturato.
  • Il layout del punto vendita deve essere improntato all’essenziale al massimo una o due codici per ripiano e il ripiano non oltre le dimensioni 250x250 mm. Ogni ripiano deve avere un display con prezzo molto visibile senza troppe distinzioni o colori (inutile mettere rosso se scontato o nero se da scontare se si vuole definire una politica seria). Lo scaffale deve essere altamente modulare con la possibilità di allargamento dei settori spostando paretine led colorate o cambiando colore cambiando settore. Sullo scaffale in alto la category con veri palinsesti scorrevoli dove lo spazio e visibilità lo consentono. In casi di spazio abbondante si potrebbe optare per una “canale tecnico” dove raccogliere e coprire con opportuna ispezionabilità, cavi elettrici, tubi aria, nastrini dei robot, climatizzazione.
  • Il successo della farmacia dipende da come si presenta al cliente, gli apparati elettronici e gli automatismi possono facilitare, ma non possono sostituire la qualità delle persone addette.
18. mar, 2019

Tendenze degli ultimi anni:

  • spazio alla parte commerciale nel quale il banco delle prescrizioni occuperà uno spazio fisico e di comunicazione molto ridotto
  • direzione che come in altri settori potrebbe annientare i modelli basati sulla professionalità e sulla qualità del servizio

la realtà:

  • la domanda persiste naturalmente sulla salute, e si estende sul concetto di benessere/bellezza e non ricerca solo sconti, ma assistenza, pone questioni di fiducia, cerca consigli, vuole riservatezza e privacy
  • modello di farmacia quindi che difende la professionalità rimodella il becero cross selling, con l’obbligo strategico di orientarsi verso un format sempre più professionale e differenziato rispetto agli altri canali. La sua evoluzione dovrà tenere conto di una gestione equilibrata dell’ampliamento dell’offerta commerciale, di categorie di prodotti e servizi, mantenendo una forte specificità che le consenta di differenziarsi nettamente dagli altri canali per sicurezza dei prodotti e qualità dei servizi resi, sia nei confronti dei consumatori sia nei confronti del sistema pubblico e privato. Una missione difficile ma necessaria.
  • Tutto ciò significa far emergere ed affermare un modello di servizio, dichiarato ma anche effettivamente implementato da tutte le farmacie (il numero aumenta la distinzione e qualità di settore) e certificato (in Francia si esibiscono all’ingresso foto e lauree degli addetti al banco)
  • Documentare un servizio e garantire un prodotto in ambito di “certificazione volontaria” non significherà mettere insieme molte carte che nessuno guarda (sistema nostrano), ma deve essere visibile un reale impatto sul modo di operare delle farmacie (le addette alle pulizie che ripongono la scopa per servire al banco) non sono il massimo. Un codice etico e guida per chi opera in farmacia, al fine di produrre un processo di crescita che a sua volta produrrà quell’edificio che chiamiamo posizionamento distintivo necessario e unico da comunicare ai consumatori, legislatori, enti di governo territoriale e fornitori.
  • Il modello che cerchiamo di mettere in campo deve essere compreso e fatto proprio dalle farmacie indipendenti, alle quali intendiamo offrire un format per una nuova farmacia con un know how preciso che consenta di mettere insieme professionalità e redditività e si focalizzi sul ruolo sanitario, del controllo della qualità dei prodotti esposti, dell’accoglienza del cliente, e della linearità della proposta commerciale e di attenzione verso nuovi prodotti tecnologicamente evoluti che il farmacista intende proporre.
16. nov, 2018

Elemento caratterizzante

Cliente = Paziente

Il farmacista dispensatore di un consiglio

Il farmacista commerciante che acquisita la fiducia del cliente diventa propositivo

16. nov, 2018

Alcuni elementi per il progettista:  Il lay out deve essere coerente, pulito e lineare con «la persona» «paziente» al centro. Non è il paziente che va verso il banco, ma è il farmacista a venirgli incontro. Il posto «accoglienza», anzi meglio dire infopoint deve stare al centro e ben visibile dall’ingresso, nessun’altra attività tranne ascolto e consiglio ai pazienti, al più una cassa per chi non ha ricette e 4/5 posti a sedere per chi attende un servizio. Banco ricette nel punto più lontano dall’ingresso, creare itinerari che il cliente può percorrere con l’assistenza del farmacista oppure in piena autonomia. Category ben visibili ed esposizione degli stagionali vicino al banco ricette. Non deve mancare uno spazio per autoanalisi e telemedicina a prova di privacy. Attenzione alle voci che rimbalzano su cementi e cartongessi, nella maggior parte delle farmacie c’è troppo rumore di voci musica nastri robot.