Bolg: Logicpharm

16. nov, 2018

Elemento caratterizzante le farmacie Innovasoft

Indecisioni che rientrano: il format richiama a raggruppamenti di farmacie ricnoscibili, appunto in un modello, di gruppi proprietari di farmacie o di franchising. Il concept è quello che noi possiamo proporre. Altra certezza è che l'elemento caratterizzante delle vetrine coincide con il brand ed è una scelta del farmacista tra diverse soluzioni proposte. Noi non possiamo cerare un elemento che contrasti con il diritto di scelta del farmacista. Concludo quindi dicendo che l'elemento che potrà caratterizzare le farmacie Innovasoft potrà essere una linea di arredi (forme, modelli unici, materiali utilizzati ecc. e non colori) Su questo lavoreremo per essere pronti a una discussione a gennaio con Cavazzoni.

16. nov, 2018

Alcuni elementi per il progettista:  Il lay out deve essere coerente, pulito e lineare con «la persona» «paziente» al centro. Non è il paziente che va verso il banco, ma è il farmacista a venirgli incontro. Il posto «accoglienza», anzi meglio dire infopoint deve stare al centro e ben visibile dall’ingresso, nessun’altra attività tranne ascolto e consiglio ai pazienti, al più una cassa per chi non ha ricette e 4/5 posti a sedere per chi attende un servizio. Banco ricette nel punto più lontano dall’ingresso, creare itinerari che il cliente può percorrere con l’assistenza del farmacista oppure in piena autonomia. Category ben visibili ed esposizione degli stagionali vicino al banco ricette. Non deve mancare uno spazio per autoanalisi e telemedicina a prova di privacy. Attenzione alle voci che rimbalzano su cementi e cartongessi, nella maggior parte delle farmacie c’è troppo rumore di voci musica nastri robot.

30. ott, 2018

Presentato un progetto italiano che raccoglie tutte le informazioni sul profilo genetico, sulle interazioni tra i farmaci, oltre che sulle caratteristiche molecolari della neoplasia consentendo così una personalizzazione dinamica e integrata della terapia medica. Sono oltre 7 milioni e mezzo gli italiani over 65 che prendono contemporaneamente più di cinque farmaci al giorno e che trarrebbero notevoli benefici per la salute. Ai medicinali spesso si associano degli integratori alimentari per colmare le carenze nutrizionali che si accompagnano agli anni che avanzano. Ciò vale a maggior ragione per i pazienti oncologici che ingeriscono tutti i giorni un cocktail di farmaci che viene prescritto da medici diversi per curare malattie diverse. Con il rischio di pericolose interazioni.

La carta d’identità terapeutica, oltre alle possibili interazioni terapeutiche, terrà conto del profilo metabolico e funzionale del paziente. Un elenco di caratteristiche di cui ogni medico deve tenere conto quando assiste un paziente.

La medicina personalizzata diventa medicina di precisione

La personalizzazione delle cure significa anche precisione perché la terapia viene ‘cucita’ o almeno prescritta su misura per ciascun paziente. Ci si è sempre assicurati nel provare a somministrare un determinato farmaco ad un malato e vedere poi successivamente come evolve la situazione e se l’organismo riesce a tollerarlo. Oggi invece possiamo riuscire, per più della metà dei farmaci, ad identificare prima e con grande precisione quale sarà il suo iter metabolico. Questo è possibile grazie ad una serie di analisi ed esami preliminari su quelle che sono le specifiche caratteristiche biochimico-funzionali di una determinata persona.

Il ruolo della farmacia su questi elementi di qualità della medicina in generale sarà determinante, proprio come luogo di supporto alla gestione delle informazioni. Esse insieme ai laboratori, alla biochimica clinica, alla genetica, alla anatomia patologica, devono sempre più diventare supporto indispensabile alla diagnosi, ma anche alla condivisione di un indirizzo terapeutico dinamico e personalizzato.

29. ott, 2018

Spesso sentiamo parlare di conflitto di interessi sulla professione del farmacista. Vediamo di chiarirci gli aspetti essenziali, in quanto le esigenze professionali di un titolare di farmacia e la promozione della sua azienda commerciale farmacia non possono non coesistere.

Cos’è un conflitto di interessi? Su Wikipedia si legge molto correttamente: <<condizione giuridica che si verifica quando viene affidata un’alta responsabilità decisionale a un soggetto che ha interessi personali o professionali in contrasto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno a causa degli interessi in causa>>

Cosa osserviamo:

  • Da sempre la farmacia è stata definita come essere il “primo avamposto” territoriale, sulla base di orari e posizione, a cui il paziente può accedere, senza requisito alcuno, al momento del bisogno.
  • Milioni di italiani entrano ogni giorno in una delle farmacie pubbliche e private dislocate sul territorio nazionale.
  • La forza dell’istituzione farmacia è tale grazie all’apporto lavorativo dei circa 60.000 farmacisti abilitati.
  • Alle farmacie si aggiungono migliaia di parafarmacie, dove, malgrado le capacità distributive siano più limitate sulla base della legislazione vigente, sono presenti altrettanti farmacisti pronti ad assolvere al proprio ruolo, nel momento del bisogno.
  • Grazie al rapporto di fiducia instaurato nel corso degli anni con il paziente, il farmacista rappresenta un interlocutore privilegiato per rispondere a parte delle esigenze di salute.
  • Ne consegue che il farmacista ha un discreto margine nell’indirizzare il paziente verso rimedi o percorsi deputati al soddisfacimento dei relativi bisogni.
  • Ciò con l’uso delle “armi” a disposizione per il giusto consiglio o guidando il paziente verso altre figure professionali, quando necessario, come il medico curante o lo specialista.
  • Le “armi della professione” sono gli “attrezzi” di cui il farmacista può disporre in completa autonomia professionale, per alleviare o risolvere il problema presentato dal paziente
  • L’atto professionale del farmacista afferisce a due facce della stessa medaglia: quella professionale e quella commerciale.
  • La prima riguarda il bisogno del farmacista nel soddisfare a sua volta il bisogno del paziente, secondo scienza e coscienza.
  • La seconda riguarda il bisogno, del medesimo professionista, di soddisfare o “adempiere” ai bisogni aziendali, per proprio conto o richiesti dal “terzo soggetto”.
  • Il “terzo soggetto” può essere il titolare, gestore, socio, direttore della farmacia, il proprietario della catena o il Servizio Sanitario Nazionale.
  • Ho citato il SSN perché, sebbene quest’ultimo operi in un terreno complesso ed esterno all’autonomia professionale del farmacista, ha a che fare con dinamiche relative all’orientamento della scelta del paziente verso un farmaco “di marca” o equivalente, e, tra questi, quale “brand” trattare.

I reali bisogni sono tra professione e commercio

Possiamo sintetizzare:

Il farmacista da un lato deve dare il giusto consiglio al paziente – soddisfare il bisogno di salute -, dall’altro deve “portare a casa” una controparte economica – soddisfare bisogni aziendali -, per sostenere l’attività propria, dei titolari, gestori, direttori di farmacia, o “mantenere” il proprio posto di lavoro.

Possiamo concludere che:

Ebbene, il farmacista, dovendo gestire queste situazioni di bisogno, risolvere il problema al paziente, produrre utili con la sua farmacia,  e al “terzo soggetto”, potrebbe avere a che fare con un conflitto di interessi.

27. ott, 2018

Per avere la certezza che la farmacia stia andando bene, non basta vedere il segno + dell’utile e un incremento di fatturato, ma occorre anche la certezza di aver creato valore professionale, che è anch’esso un utile ma nel medio e lungo periodo. Cosa sentiamo invece, sentiamo i soliti indicatori:

  • Fatturato lordo farmacia
  • Numero di pezzi venduti
  • Numero vendite effettuate nel periodo
  • Numero ingressi nel periodo
  • Fatturato medio per scontrino
  • Pezzi medi per scontrino
  • Incasso giornaliero farmacia (per contanti)
  • Pagamento ASL ricevuto (su conto corrente)

Per sapere se il valore professionale sta andando bene dobbiamo cercare altri parametri. Quando la farmacia acquisisce nuovi clienti, e il fatturato aumenta, questo risultato magari è stato ottenuto con politiche aggressive di sconti, campagne a prezzi stracciati, con consulenze professionali, con il fastidiosissimo cross selling, si vede roseo e si reinveste nel periodo successivo, ma in questo atteggiamento non si comprende se sla farmacia acquisisce o distrugge valore. Gli indicatori che abbiamo elencato sopra, danno la sensazione che la farmacia stia andando bene, stia avanzando ma potrebbe non essere così. La sfida è dotarsi di strumenti per analizzare l’andamento e andare oltre i soliti indizi. Gli indicatori giusti sono quelli che ci fanno cambiare, ci fanno agire o correggere, quelli che ci fanno capire se i clienti ci apprezzano. Ovvero, quelli che ci informano del risultato legato alla professione. Monitorare si gli scontrini nel periodo, ma anche guardarli uno per uno e capire quanti clienti hanno risolto i loro problemi dopo essere entrati in farmacia. O quante di queste persone si ritengono soddisfatte dell’operato del dottore farmacista e del personale.  Ben venga quindi chi ha pensato a strumenti facili per incrociare dati dei pazienti e anche i loro comportamenti. Se la gestione di questi dati porta a una certezza di correzione o di linea da seguire per accrescere il valore professionale, la farmacia dovrà dotarsi di un’infrastruttura per monitorare tutti gli aspetti riguardanti il cliente.