Bolg: Logicpharm

18. mar, 2019

Tendenze degli ultimi anni:

  • spazio alla parte commerciale nel quale il banco delle prescrizioni occuperà uno spazio fisico e di comunicazione molto ridotto
  • direzione che come in altri settori potrebbe annientare i modelli basati sulla professionalità e sulla qualità del servizio

la realtà:

  • la domanda persiste naturalmente sulla salute, e si estende sul concetto di benessere/bellezza e non ricerca solo sconti, ma assistenza, pone questioni di fiducia, cerca consigli, vuole riservatezza e privacy
  • modello di farmacia quindi che difende la professionalità rimodella il becero cross selling, con l’obbligo strategico di orientarsi verso un format sempre più professionale e differenziato rispetto agli altri canali. La sua evoluzione dovrà tenere conto di una gestione equilibrata dell’ampliamento dell’offerta commerciale, di categorie di prodotti e servizi, mantenendo una forte specificità che le consenta di differenziarsi nettamente dagli altri canali per sicurezza dei prodotti e qualità dei servizi resi, sia nei confronti dei consumatori sia nei confronti del sistema pubblico e privato. Una missione difficile ma necessaria.
  • Tutto ciò significa far emergere ed affermare un modello di servizio, dichiarato ma anche effettivamente implementato da tutte le farmacie (il numero aumenta la distinzione e qualità di settore) e certificato (in Francia si esibiscono all’ingresso foto e lauree degli addetti al banco)
  • Documentare un servizio e garantire un prodotto in ambito di “certificazione volontaria” non significherà mettere insieme molte carte che nessuno guarda (sistema nostrano), ma deve essere visibile un reale impatto sul modo di operare delle farmacie (le addette alle pulizie che ripongono la scopa per servire al banco) non sono il massimo. Un codice etico e guida per chi opera in farmacia, al fine di produrre un processo di crescita che a sua volta produrrà quell’edificio che chiamiamo posizionamento distintivo necessario e unico da comunicare ai consumatori, legislatori, enti di governo territoriale e fornitori.
  • Il modello che cerchiamo di mettere in campo deve essere compreso e fatto proprio dalle farmacie indipendenti, alle quali intendiamo offrire un format per una nuova farmacia con un know how preciso che consenta di mettere insieme professionalità e redditività e si focalizzi sul ruolo sanitario, del controllo della qualità dei prodotti esposti, dell’accoglienza del cliente, e della linearità della proposta commerciale e di attenzione verso nuovi prodotti tecnologicamente evoluti che il farmacista intende proporre.
16. nov, 2018

Elemento caratterizzante

Cliente = Paziente

Il farmacista dispensatore di un consiglio

Il farmacista commerciante che acquisita la fiducia del cliente diventa propositivo

16. nov, 2018

Alcuni elementi per il progettista:  Il lay out deve essere coerente, pulito e lineare con «la persona» «paziente» al centro. Non è il paziente che va verso il banco, ma è il farmacista a venirgli incontro. Il posto «accoglienza», anzi meglio dire infopoint deve stare al centro e ben visibile dall’ingresso, nessun’altra attività tranne ascolto e consiglio ai pazienti, al più una cassa per chi non ha ricette e 4/5 posti a sedere per chi attende un servizio. Banco ricette nel punto più lontano dall’ingresso, creare itinerari che il cliente può percorrere con l’assistenza del farmacista oppure in piena autonomia. Category ben visibili ed esposizione degli stagionali vicino al banco ricette. Non deve mancare uno spazio per autoanalisi e telemedicina a prova di privacy. Attenzione alle voci che rimbalzano su cementi e cartongessi, nella maggior parte delle farmacie c’è troppo rumore di voci musica nastri robot.

30. ott, 2018

Presentato un progetto italiano che raccoglie tutte le informazioni sul profilo genetico, sulle interazioni tra i farmaci, oltre che sulle caratteristiche molecolari della neoplasia consentendo così una personalizzazione dinamica e integrata della terapia medica. Sono oltre 7 milioni e mezzo gli italiani over 65 che prendono contemporaneamente più di cinque farmaci al giorno e che trarrebbero notevoli benefici per la salute. Ai medicinali spesso si associano degli integratori alimentari per colmare le carenze nutrizionali che si accompagnano agli anni che avanzano. Ciò vale a maggior ragione per i pazienti oncologici che ingeriscono tutti i giorni un cocktail di farmaci che viene prescritto da medici diversi per curare malattie diverse. Con il rischio di pericolose interazioni.

La carta d’identità terapeutica, oltre alle possibili interazioni terapeutiche, terrà conto del profilo metabolico e funzionale del paziente. Un elenco di caratteristiche di cui ogni medico deve tenere conto quando assiste un paziente.

La medicina personalizzata diventa medicina di precisione

La personalizzazione delle cure significa anche precisione perché la terapia viene ‘cucita’ o almeno prescritta su misura per ciascun paziente. Ci si è sempre assicurati nel provare a somministrare un determinato farmaco ad un malato e vedere poi successivamente come evolve la situazione e se l’organismo riesce a tollerarlo. Oggi invece possiamo riuscire, per più della metà dei farmaci, ad identificare prima e con grande precisione quale sarà il suo iter metabolico. Questo è possibile grazie ad una serie di analisi ed esami preliminari su quelle che sono le specifiche caratteristiche biochimico-funzionali di una determinata persona.

Il ruolo della farmacia su questi elementi di qualità della medicina in generale sarà determinante, proprio come luogo di supporto alla gestione delle informazioni. Esse insieme ai laboratori, alla biochimica clinica, alla genetica, alla anatomia patologica, devono sempre più diventare supporto indispensabile alla diagnosi, ma anche alla condivisione di un indirizzo terapeutico dinamico e personalizzato.

29. ott, 2018

Spesso sentiamo parlare di conflitto di interessi sulla professione del farmacista. Vediamo di chiarirci gli aspetti essenziali, in quanto le esigenze professionali di un titolare di farmacia e la promozione della sua azienda commerciale farmacia non possono non coesistere.

Cos’è un conflitto di interessi? Su Wikipedia si legge molto correttamente: <<condizione giuridica che si verifica quando viene affidata un’alta responsabilità decisionale a un soggetto che ha interessi personali o professionali in contrasto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno a causa degli interessi in causa>>

Cosa osserviamo:

  • Da sempre la farmacia è stata definita come essere il “primo avamposto” territoriale, sulla base di orari e posizione, a cui il paziente può accedere, senza requisito alcuno, al momento del bisogno.
  • Milioni di italiani entrano ogni giorno in una delle farmacie pubbliche e private dislocate sul territorio nazionale.
  • La forza dell’istituzione farmacia è tale grazie all’apporto lavorativo dei circa 60.000 farmacisti abilitati.
  • Alle farmacie si aggiungono migliaia di parafarmacie, dove, malgrado le capacità distributive siano più limitate sulla base della legislazione vigente, sono presenti altrettanti farmacisti pronti ad assolvere al proprio ruolo, nel momento del bisogno.
  • Grazie al rapporto di fiducia instaurato nel corso degli anni con il paziente, il farmacista rappresenta un interlocutore privilegiato per rispondere a parte delle esigenze di salute.
  • Ne consegue che il farmacista ha un discreto margine nell’indirizzare il paziente verso rimedi o percorsi deputati al soddisfacimento dei relativi bisogni.
  • Ciò con l’uso delle “armi” a disposizione per il giusto consiglio o guidando il paziente verso altre figure professionali, quando necessario, come il medico curante o lo specialista.
  • Le “armi della professione” sono gli “attrezzi” di cui il farmacista può disporre in completa autonomia professionale, per alleviare o risolvere il problema presentato dal paziente
  • L’atto professionale del farmacista afferisce a due facce della stessa medaglia: quella professionale e quella commerciale.
  • La prima riguarda il bisogno del farmacista nel soddisfare a sua volta il bisogno del paziente, secondo scienza e coscienza.
  • La seconda riguarda il bisogno, del medesimo professionista, di soddisfare o “adempiere” ai bisogni aziendali, per proprio conto o richiesti dal “terzo soggetto”.
  • Il “terzo soggetto” può essere il titolare, gestore, socio, direttore della farmacia, il proprietario della catena o il Servizio Sanitario Nazionale.
  • Ho citato il SSN perché, sebbene quest’ultimo operi in un terreno complesso ed esterno all’autonomia professionale del farmacista, ha a che fare con dinamiche relative all’orientamento della scelta del paziente verso un farmaco “di marca” o equivalente, e, tra questi, quale “brand” trattare.

I reali bisogni sono tra professione e commercio

Possiamo sintetizzare:

Il farmacista da un lato deve dare il giusto consiglio al paziente – soddisfare il bisogno di salute -, dall’altro deve “portare a casa” una controparte economica – soddisfare bisogni aziendali -, per sostenere l’attività propria, dei titolari, gestori, direttori di farmacia, o “mantenere” il proprio posto di lavoro.

Possiamo concludere che:

Ebbene, il farmacista, dovendo gestire queste situazioni di bisogno, risolvere il problema al paziente, produrre utili con la sua farmacia,  e al “terzo soggetto”, potrebbe avere a che fare con un conflitto di interessi.