5. ago, 2019

Scoprirsi sottomessa è un processo esistenziale di notevole potenza.

Conclusione:

La sconfltta del risentimento.

L’incontro tra un dominante protettivo e una sottomessa, che scopre di essere tale nel mentre, è dirompente e spesso genera un tipo di unione viscerale sia mentale che fisica. Un rapporto durevole, emozionante, potentissimo che modifica i protagonisti e, come spesso ci accade, per comprendere questioni umane complesse come questa, ricorriamo alla filosofia, in particolare a Giles Deleuze. Cosa ci fa capire? Nel divenire deleuziano, nella sua interpretazione di "bellezza nel movimento", il corpo non risponde alla domanda cos'è, ma di cosa un corpo è capace di fare, delle possibili torsioni delle possibili resistenze. Di quali urti e scossoni un corpo si rende potente. Un corpo non lo possiamo pensare come un corredo inziale di istinti, corredo immutabile, prefigurato. Gli istinti si formano. Anzi, per essere più precisi vanno trasformati, ma trasformare gli istinti richiede tempo, dedizione e accanimento. Aggiungiamo: passione e sappiamo bene che la certezza della felicità la otteniamo quando la coppia condivide creatività, sogno e altruismo. Scoprirsi sottomessa, pur con le sue distinzioni, è scoprire che il proprio corpo entra in un campo esistenziale che modifica gli istinti. Scoprirsi dominata è avere gli stessi comportamenti  sessuali avuti con i maschi del passato, riviverli con una nuova cultura amatoria, con una nuova immagine di se, e ripeterli  con emozioni nuove e un atteggiamento mentale completamente diverso. E' uno sconvolgimento radicale, e spesso traumatico. Con questa premessa il dominante deve avere molta forza per sostenere la sua sottomessa, per potenziare il suo campo esistenziale e portare a buon fine la trasformazione dei suoi istinti. Nel reale, questa trasformazione che la sottomessa subisce con la scoperta di essere tale, avviene in due elementi, il corpo e l'ambiente, coinvolgendo in una parallela mutazione anche il partner dominante. Nella traduzione incerta del testo deleuziano si potrebbe indicare così: <<i due partner si metamorfizzano vicendevolmente>>. Questa "ibridazione" avviene in un campo intensivo, un campo di forze che si agita continuamente e con più potenza se questo avviene in età avanzata, e rischia di travolgere i due corpi. La mente acuta di Tiziana Villani nel suo "Secondo movimento" dice esattamente così: <<l'addomesticamento degli istinti può portare al risentimento. Coltiva il rancore come condizione necessaria per spezzare ogni forza libera e creativa>>. E vero, ma se si modera il campo esistenziale che "aggiorna" gli istinti entriamo in uno spazio nel quale le regole non sono date, né sono immutabili è uno spazio di mutazione. Canetti aggiunge che un corpo è mutante, quando ne incontra un altro congeniale e può divenire "muta", ovvero, quando fugge dalle logiche del branco, dalle logiche di potere, dalle logiche del vissuto abitudinario, dal senso morale vissuto, la coppia entra nel campo di trasformazione. La potenza corporea che ne scaturisce ricompone i corpi, li ibrida, li concatena in un aggiornamento di specie contro le logiche conosciute. E qui che i protagonisti di questa mutazione, sorretti dalle loro storie esemplari, da passione per la vita, dalla fantasia, dalla capacità di essere, dovranno produrre un miglioramento: la sottomessa deve migliorare la sua trasparenza, mitigare il risentimento verso il maschilismo, prendere coscienza che il suo dominante mai, in nessun caso la vorrebbe servile. Il dominante invece, deve aumentare la protezione del corpo della dominata, accettare il distacco come evento senza pericoli,  aumentare la creatività, evitare ogni azione o atteggiamento che generi attrito sull'immagine sociale attuale, e del passato, della sottomessa.