1. ago, 2019

Scoprirsi sottomessa e un ruolo socialmente non accettato.

Occorre fare una distinzione tra ruoli e comportamenti. I ruoli riguardano la sfera sessuale dove, alla dominata piace ricevere quello che al dominante piace dare, quindi abbiamo la perfetta integrazione dei sessi e la riuscita del rapporto. I comportamenti, invece, sono sempre ruoli ma filtrati dal proprio io socializzato e derivanti dall'accettazione, accettazione parziale o non accettazione dei ruoli sessuali. Mentre nell’intimità tutto torna e i ruoli sono evidentissimi nell’io socializzato è esattamente il contrario. Una dominata, che ha scoperto la sua vocazione alla sottomissione forse troppo tardi, deve ancora convincere se stessa di vedersi, pur amando essere sottomessa, ancora la bella individualità socializzata, quale si considerava nelle relazioni precedenti. Un dominante invece ha esperienze di dominio è cosciente che la mancata accettazione della nuova identità sessuale da parte della sottomessa crea, a livello inconscio, un’erosione del ruolo del dominante che presto minerà anche la chiarezza degli atteggiamenti sessuali. Cosa accade alla coppia nella vivibilità quotidiana? Accade che in preda a un forte risentimento, la dominata impone inconsciamente un distacco netto e una difficile comunicazione che costringono il dominante a vivere in maniera isolata, senza alcuna vera attenzione della sua sottomessa. Se da questo scaturisce un dissapore, una lementela del dominante, ecco due atteggiamenti coerenti con la non eccettazione della nuova identità di genere della sottomessa. Da una parte asserisce ed è sincera che farà del tutto per essere più presente e dall'altra reagisce furiosamente contro il maschilismo temendo di diventare servile. La morale di tutto ciò è che nel dominante, per diverse ragioni adesso non superabili, è in atto un processo di spersonalizzazione che, se non verrà interrotto a breve, lo renderà inadeguato agli occhi della dominata. Nella dominata invece, è vivo un risentimento verso il maschilismo, chiaramente rappresentato dal dominante. Risentimento che nasce dalla sua storia di donna e dalla non accettazione della sua nuova identità di genere come sottomessa. Basteranno passione, amore per realizzare un progetto di coppia? No, per far durare la relazione il dominante deve realizzarsi pienamente anche lui, e affinché questo accada, la dominata deve percepire "normale" il suo ruolo di sottomessa. Per essere molto attenti e lungimiranti sarebbe bene che i due protagonisti si diano ruoli distinti tra quello sessuale dove sono perfettamente integrati, un menage casalingo collaborativo alla pari già funzionante, e infine regalare alla sottomessa, proprio per essere tale nell'intimità, un'affettuosa quanto strameritata centralità di coppia in pubblico