30. lug, 2019

Scoprirsi sottomessa e la moderazione.

Compresi che ero sessualmente un dominante incontrando, senza averlo cercato, un amore giovanile per una sottomessa. Fu lei a capire chi fossi. Mi diceva: <<La voce è importante e la tua mi inquieta, l’arroganza pure e il “saper fare” fanno il resto>>. Oggi a distanza di anni posso dire che aveva ragione, ma aveva sorvolato sulla cosa più importante (forse a lei in quel momento non interessava): la moderazione. Moderazione, riduzione, smussamento degli eccessi, in quella cura della “dignità minima” che era un vero culto per gli antichi illuminati greci. Amare da dominante è prima di tutto un gioco di corrispondenze sottili, di anticipazioni, di duttilità e il resto è messinscena. Tanto più essa diventa estrema, tanto più deve essere partecipata, con la voce, la vicinanza, l’attenzione, l’affetto e infine la sicurezza. Se esiste la complicità non occorre il dialogo, se esiste la passione via tutte le inibizioni, spazio al desiderio di portare la compagna all’estenuazione del godimento, spazio alla più totale fusione dei corpi. Quando sui media leggiamo di danni da sadismo, mi faccio mille domande difronte alle cose più aberranti, turpi ed estreme che accadono in questo tipo di rapporti prodotti da questi complicati attori. Se l’amore può facilmente diventare distruzione di tutto e, anche messa al bando di ogni regola, ecco che se voglio sopravvivere e lasciare incolume e in salute l’adorata sottomessa, devo imporre dei limiti chiari. Gli indico alcune regole che per primo rispetterò e successivamente pretenderò lo stesso da lei. Solo così si può uscire incolumi dalle sbornie amorose, da rapporti complicati, costringenti, logoranti e puntare a una vita di coppia che può essere brillante, amorevole e molto soddisfacente.