22. lug, 2019

Scoprirsi sottomessa e il desiderio di rivalsa.

All'origine della sottomissione ci sono questioni serissime e questioni aperte a ogni escalation. Perché siamo catturati da un'ossessiva messainscena? Perché ci lasciamo prendere dalla simmetria dei ruoli? Molti sono vittime di un persecutore e contemporaneamente sono alla disperata ricerca di un salvatore onnipotente. Il salvatore è anche il persecutore più raffinato? Sembra di si, in ogni caso Il dominante o salvatore o schiavista ha un ruolo complesso, difficile, soggetto alle intemperanze della dominata, che pochi riescono a ricoprire. Alcuni studi veramente seri ci dicono che da piccoli non impariamo solo a essere vittime, ma vivendo in continuità una relazione d'abuso impariamo che il mondo è fatto da chi infligge dolore e da chi lo subisce e sviluppiamo la fantasia (speranza) che arrivi il nostro salvatore che ci protegge e riscatta. Se nella vita abbiamo conosciuto frusta e indifferenza, nella nostra evoluzione riconosciamo chi le sa somministrare e in lui speriamo di trovare salvezza. Molti di noi vivono il paradosso di trovare la liberazione nel proprio carceriere, si ha bisogno delle chiavi per la nostra liberazione e le chiediamo proprio a colui che ci ha imprigionato. Questo lo impariamo da piccoli, quando non possiamo sotituire padri e madri, pur se ci violentano, essi restano i più adatti per poter sperare nella crescita e continuità di vita. Restiamo pur sempre figli che non possono scegliersi i genitori. Da adulti ricadiamo facilmente nel ruolo di vittime, abbiamo coscienza di vittime, ma contemporaneamente, senza premeditazione, ribaltiamo quasi per magia i ruoli. Una signora sottomessa si realizzerà come femmina affidando testa e corpo al dominante, ma cercherà e troverà la sua rivincita. Nel letto e nel menage tutto bene, ma come i due protagonisti si allontanano e subentra giusta distrazione del quotidiano, ecco che nella sottomessa prevale il suo ego socializzato. Teme il suo servilismo e da qui nasce il risentimento, che si manifesta in vari modi, ma quello più evidente è produrre distacco mentale. Il dominante meno conosce i pensieri, gli accaduti, le considerazzioni sul vivere quotidiano della sottomessa e più lei si sente al riparo dal servilismo e schiavitù maschilista. Una vera compensazione per ristabilire una "parita" frantumata intimamente. Non importa se il dominante gli ripete che lui non la vuole servile nel menage, non gli crede, perché in questa fase il dominante non rappresenta se stesso, ma tutti i maschi e il maschilismo della peggior specie.