12. lug, 2019

Scoprirsi sottomessa è vivere una turbolenza e mutazione.

Una donna non più giovanissima, che si scopre sottomessa sessualmente, entra in uno spazio di sovversione, di cambiamento. Sono molte le domande a cui lei deve trovare risposte. Che donna sono stata? Che amante sono stata in passato? Quali atteggiamenti amorosi erano già da sottomessa? Ho un corpo che non risponde più a regole prestabilite e cosa mi potrà accadere? Affidarmi a un uomo mi farà diventare una schiava perenne? Quando sono stata accondiscendente con chi non meritava? Quando la mia sopportazione del dolore è stata usata da altri? Quante volte sono stata servile? Ora fuori dal letto sarò servile? Tante sono le domande e altrettante saranno le questioni aperte a cui rispondere e la sottomessa non potrà risolverle da sola ha bisogno del suo dominante che la sostiene e ne convoglia le intemperanze, gli attriti, le paure. La prima reazione, quando ci si scopre dominata, è dare sfogo alla fantasia e all’immaginazione, tutte forze fuori dagli schemi di potere, fuori dalla socializzazione. Poi ecco il risentimento che scaturisce dal contrasto tra la precedente idea di se stessa e l’idea ancora confusa del momento. Risentimento che nasce da comportamenti abituali e comportamenti mutevoli che si alimentano dalla fantasia e dall’immaginazione, due mondi completamente opposti, uno statico e l’altro sovversivo. Il mondo della sottomessa sfugge alle regole stabilite, ma la sua somiglianza alla vita è sbalorditiva, è sorprendente.  Nella vita lo spirito di ognuno di noi traccia comportamenti, individua le nostre linee di accettabilità sociale, poi interviene il caso, interviene l’imprevisto, ed ecco che saltano gli schemi ed anche la morte ci appare più indefinibile e ci fa meno paura. Spesso ci accade che siamo talmente assimilati a degli schemi che non si è più capaci di avere immaginazione. Scoprirsi sottomessa è “tornare a sentire” ad esplorare, ed ecco che ci si sente in un altro presente, un presente diverso, ma vicinissimo a quello che volevamo essere. Il cattivo diventa il nostro spirito, il nostro sentire, che essendo stato subordinato all’intelletto e quest’ultimo assoggettato dalla morale, entra in subbuglio e nasce il corto circuito del risentimento. Difficile accettarsi, si colpevolizza chi ci ha cambiato. La vita della “nuova coppia” tra dominante e sottomessa è “mutazione nei corpi”, è devenire continuo sorretti da irriverenza e curiosità. Corpi che si aggregano e si compongono tra loro, si alimentano non più del vissuto ma della fantasia e dell’immaginazione, diventano muta e come in tutte le mute ad essere messe in discussione sono le relazioni di potere. Per questo la sottomessa ha timore di essere serva del maschilismo e, per evitare il risentimento emergente, non basterà al dominante di dichiararsi non interessato al dominio fuori le lenzuola. Ecco quindi che la coppia/muta dovrà impegnarsi con energia, passione, fantasia per esorcizzare questo fantasma terribile, il risentimento.