28. giu, 2019

Scoprirsi sottomessa, vediamo di cosa parliamo.

Chi sono? Sono un divenire continuo tra fantasia e immaginazione. Sono una nuova identità di genere. Sono un'identità sessuale inebriante.

Chi ero prima di sapere di essere una sottomessa?

Ero come la stragrande maggioranaza delle donne in un menage rispettato e rispettoso delle logiche di potere nell'essere perfettamente socializzata. Fidanzata, lavoratrice, figlia, moglie, madre, amante.

Quali atteggiamenti/comportamenti sono ritenuti "da sottomessa"?

Nel quotidiano: essere servile in casa e in ufficio, correre per rispondere a una richiesta di un dominante anche occasionale, conosciuto o sconosciuto; essere solerte in generale.

Nell'intimità: stare sotto a un maschio faccia in giù; stare inginocchiata davanti a un maschio; stare a bocca aperta davanti a un maschio; farsi legare; farsi frustare, imbavagliare; fare tutto quello che un maschio ordina; avere piacere dalla facile sopportazione del dolore; provare piacere a rispondere agli ordini; provare piacere ad essere trattata da donnaccia; accettare un'altra donna nel letto; accettare uno o più maschi per compiacere il dominante; avere piacere nell'interpretare personaggi sexy di fantasia; godere nell'essere creativa e in ogni rappresentazione o messainscenza. (non necessariamente tutte queste cose insieme, e con le dovute differenze tra individualità)

Che femmina ero prima di scoprirmi sottomessa?

Nelle relazioni precedenti mi sono sottomessa senza saperlo o volerlo? La mia sopportazione del dolore è stata usata da altri? Ho concesso troppo o poco agli uomini del mio passato? Sono stata servile nel matrimonio? Quando ero sottomessa e non mi sono accorta? Perché ho avuto comportamenti molto diversi con i partner passati?

Le fonti del risentimento.

Destabilizaizone, cambiamento totale, piacere inebriante e turbolento, paura di essere servile e schiavizzata, perdita delle logiche dei comportamenti sessuali  del passato, diffidenza verso i maschi, odio del maschilismo gretto, senso di appartenenza a un'altra persona a un progetto con altri.

Gli antidoti al risentimento.

Contro i rischi della dominata: moderazione del piacere e forte protezione dell'incolumità del corpo della sottomessa e delle sue turbolenze; ricondurre ogni eccesso nei limiti della socialità della sottomessa; protezione da altri dominanti con cui non deve entrare in contatto; riservatezza; amabilità, ecc.

Contro assenza di trasparenza, incomunicabilità e fastidiose rappresaglie della sottomessa: riconduzione di qualsiasi richiesta del dominante nello stato di riflessione della dominata (esempio: ricordargli di non volerla servile ogni volta serve chiedergli qualcosa, pur se marginale).

Contro la destabilizazione generale e dei cambiamentoi fisici e di vita della sottomessa, contro il risentimento verso i maschi e il maschilismo: rievocazione guidata e rivisitazione/comprensione dei rapporti del passato sia nell'intimità sia nei menage quotidiani; moderare le probabili ossidazioni dei ricordi che creano rancore verso i maschi in genere.

Tratto da una discussione con la P.ssa Tiziana Villani nelle sue lezioni  di politica di genere alla Sapienza di Roma