9. giu, 2019

Ecologia e sensi di colpa.

Intervento di Giovanna Tedei (testo integrale)

Il vero problema del sentire sociale del senso di colpa – compreso quello per le migliaia di persone che annegano o muoiono sotto i bombardamenti mentre noi cambiamo canale – è che queste colpe sono globali e l’individuo può ben poco nel tempo che rimane al punto di non ritorno, se non cercare disperatamente qualcuno per cui votare senza vergognarsene amaramente subito dopo. Se così non fosse andremmo in giro in bicicletta invece di pagare la palestra, indosseremmo maglioni di lana in casa invece di riscaldarla fino a dover aprire le finestre, berremmo l’acqua del rubinetto invece che quella minerale, andremmo dal fruttivendolo a pesare la frutta invece di comprare quella preconfezionata, compreremmo l’abbigliamento che serve invece di quello che ci viene “consigliato”. La lenta rivoluzione dal basso nell’arco di 50 anni forse spingerebbe  l’economia a riconvertirsi senza creare ulteriori sacche di infima povertà, forse addirittura creando nuove aree straordinarie di sviluppo con la coscienza che l’uomo non è Dio e che la terra ha ripreso a vivere e a popolarsi a Chernobyl: è bastato che non ci fossero persone nei dintorni

 Giovanna Tedei